martedì 11 dicembre 2012

Orribili piante carnivore

Questo post partecipa al Carnevale della Biodiversità,  tema:
                                  “Ho visto cose… La biologia dei mondi fantastici”




Le piante carnivore sono le uniche piante ad essere note al grande pubblico, che diciamolo adora veder scorrere fiumi di sangue....ma andiamo con ordine...

 

 


 

La prima pianta carnivora arrivò a Londra nel 1768, proveniente dal Nord America, ed in particolare dal North Carolina. La nuova pianta venne classificata da John  Ellis e Daniel Solander (uno degli Apostoli di Linneo, che aveva partecipato alla spedizione del Capitano Cook nei mari australi, con il grande botanico Sir Joseph Banks).Il nome assegnato fu Dionea muscipula, nome comune tippitiwitchet, nome sulla cui etimologia vorrei glissare elegantemente! Linneo la definì "miraculum naturae"!


Fin dai tempi della loro scoperta, le piante carnivore hanno suscitato un grande interesse negli scrittori di romanzi di avventura o di fantascienza.


Tra i resoconti storici di piante assassine, senza dubbio the Man-eating Tree of  Madagascar è quello più  degno di nota.

Nel 1881, l'esploratore tedesco Carl Liche, di ritorno dal Madagascar  scrisse  un articolo  per il giornale South Australian Register , ove raccontava di aver visto l’albero e descrive il sacrificio a lui offerto dalla tribù malgascia dei  "Mkodo". Ecco il resoconto:

"I  palpi sottili e delicati, con la furia di serpenti affamati, fremevano per un attimo sopra la testa della giovine, quindi come spinti   dall'istinto di una intelligenza demoniaca, si fissavano  su di lei in improvvisati riccioli tutto intorno al suo collo e alle sue braccia; quindi mentre le sue terribili urla e ancora più terribili risate si innalzavano selvaggiamente, per essere istantaneamente strozzate ancora in un gorgogliante gemito, i tentacoli un dopo l'altro, come grossi serpenti verdi, con energia brutale e una infernale rapidità, si sollevarono, si ritrassero, e la avvolsero in spire dopo spire, stringendosi sempre più con la crudele rapidità e la selvaggia tenacità di anaconda che si avvolge attorno alla sua preda"

La storia  ritornò in auge  nel 1924, questa volta in un libro: Madagascar, Land of the Man-eating Tree, scritto e redatto dall' allora Governatore del Michigan , Chase Osborn. Nel libro alcuni missionari, affermavano di essere a conoscenza dell'esistenza dell'albero assassino e dei sacrifici umani a lui offerti dalle tribù locali.

In un' altro romanzo "Sea and Land"  Buel descriveva il suo incontro in una zona del centro America con una terribile pianta carnivora, chiamata dagli indigeni "Ya-te-veo" che trafiggeva la vittima con i suoi enormi aculei e la stringeva sino a dissanguarla...in pratica la versione vegetale dello stumento di tortura noto col nome di "Vergine di Norimberga".


 

Ma proseguiamo...Dal mito della pianta carnivora derivano probabilmente anche altre celebri "piante assassine"... come non ricordare i Trifidi   apparsi per la prima volta nel romanzo The Day of the Triffids di John Wyndham .



I trifidi sono piante che hanno la capacità di sfilarsi dal terreno e muoversi lentamente su tre robusti steli, il loro nome deriva dal latino trifidus, appunto. Queste piante sono carnivore e riescono a nutrirsi degli insetti grazie alla resina che ricopre il loro fusto. Tuttavia si rivelano ben presto anche antropofagi, aspettando pazientemente che le loro vittime comincino a decomporsi per nutrirsene. I trifidi sembrano essere in grado di comunicare fra loro e  uccidono le vittime con una coda come quella dello scorpione che porta un pungiglione velenoso.



Concludo questa carrellata con Herbert George Wells, meglio conosciuto come H. G. Wells, che scrisse tra i suoi racconti brevi :"Fioritura di una strana orchidea" dove addirittura un uomo veniva dissanguato da una perfida orchidea-vampiro!

Ed ora parliamo di Orribili piante carnivore al cinema!

Dico subito che il mio film preferito è :  " Little Shop of Horrors" con Rick Moranis, Ellen Greene, Steve Martin, Bill Murray e James Belushi. Adoro  la pianta aliena Audrey II !





Poi tutta la serie di vecchi b-movies  dedicata ai Trifidi:



Vi consiglio  la miniserie TV prodotta da BBC, più moderna e godibile.


Tutto andava bene anche i pomodori, in questo caso dopo quanto si conosce sulle Solanacee, una pellicola quasi profetica!



ove cose di questo genere terrorizzavano i passanti................incredibilmente assurdo!




In tempi più recenti ricordiamo Tentacula, la pianta carnivora di Harry Potter... ma sentiamo come la descrive l'ineffabile Harry:


"It was a relief to get out into the greenhouses; they were dealing with more dangerous plants than ever in Herbology but at least they were still allowed to swear loudly if the Venomous Tentacula seized them unexpectedly from behind."


La Venomous Tentacula è una pianta verde e spinosa, con rami mobili che tentano di catturare prede vive. Venomous Tentacula espelle il veleno dai suoi germogli, e le sue spine sono mortali,  le sue punture sono altamente velenose.
                 
 Va bene ora vi lascio, spero di avervi un po' fatto sognare con le mie adorate  orribili piante!










 























 




venerdì 23 novembre 2012

Per non dimenticare mai



Ricorre oggi   il  153 esimo Anniversario della pubblicazione del libro che ha cambiato il mondo: L'Origine delle Specie di Charles Darwin.

Ho voluto ricordare questo evento, perchè mi sembra che ormai Darwin, dopo il boom del Bicentenario, sia un argomento...per usare un termine rubato all'Editoria...che non vende più.
Anche sui grandi social network, siamo rimasti in pochi, i soliti malati di quella malattia che non ti lascia mai, chiamata darwinite acuta, a ricordarsi di lui, purtroppo!

Per festeggiare ho deciso di approfondire gli avvenimenti che precedettero la pubblicazion del libro.
Allora premetto che tralascerò appositamente la solita storia Darwin vs. Wallace, che ormai ha tediato tutti!

Vediamoli allora:


15 marzo 1859 Darwin chiese ad all'amico Joseph Hooker di rileggere e revisionare il manoscritto, per segnalargli eventuali incongruenze

1 Ottobre 1859
 Darwin finalmente completava  tutte le prove delle sue affermazioni, che aveva voluto aggiungere al testo, nonostante il suo stato di salute fosse pessimo. Il suo editore John Murray, proprietario della Murray Publishing House of London stabilì la data di pubblicazione alla fine di Novembre.

inizio di Ottobre 1859
Sentendo il bisogno di allontanarsdi da Londra il più possibile, Darwin si recò presso Ilkley Spa nello Yorkshire per "ride out the storm" che il suo libro avrebbe creato, e per cercare di curare i suoi soliti disturbi. Non è una novità per nessuno che Darwin credesse fermamente nell'efficacia delle cure termali.
Riguardo al suo soggiorno ad Ilkley si hanno molte notizie.....



 
 2 Novembre  1859
Mentre si trovava presso Ilkley Spa Darwin ricevette la prima copia del suo libro,
"On the Origin of Species by means of Natural Selection."

Per il libro erano stati proposti titoli diversi quali:


An Abstract of an Essay on the Origin of Species and Varieties through Natural Selection.
_ On the Origin of Species and Varieties by means of Natural Selection. 


 

24  Novembre 1859"Origin of Species" è  in vendita nelle librerie al prezzo  di 15 scellini. Ne vennero stampate 1.250 copie, la maggior parte delle quali fu venduta in quello stesso giorno, il giorno successivo il libro era esaurito.  Fu un successo grandissimo!

9 Dicembre 1859
Darwin ritornava  a Down House da Ilkley Spa.


9 Dicembre 1859
John Murray iniziò la stampa della  seconda edizione,  ne stampò 3,000 copie. Mise in cantiere anche una traduzione in Tedesco.

fine Dicembre 1859
Lord Palmerston propose alla regina Vittoria un cavalierato per Darwin...

....ma la Chiesa era in agguato...e tutti sanno come prosegue la storia!


Devo confessare che mi aspettavo che per il Bicentenario Charles sarebbe diventato...Sir Charles Darwin, but no way.

Vi lascio con qualche quote dal libro, rigorosamente in inglese...tradurre Darwin è un sacrilegio!


Man selects only for his own good: Nature only for that of the being which she tends.” 

“I see no good reasons why the views given in this volume should shock the religious views of anyone.”
 

"We behold the face of nature bright with gladness, we often see superabundance of food; we do not see or we forget, that the birds which are idly singing round us mostly live on insects or seeds, and are thus constantly destroying life; or we forget how largely these songsters, or their eggs, or their nestlings, are destroyed by birds and beasts of prey; we do not always bear in mind, that, though food may be now superabundant, it is not so at all seasons of each recurring year."

"I should premise that I use this term in a large and metaphorical sense including dependence of one being on another, and including (which is more important) not only the life of the individual, but success in leaving progeny. Two canine animals, in a time of death, may be truly said to struggle with each other which shall get food and live. But a plant on the edge of a desert is said to struggle for life against the drought, though more properly it should be said to be dependent on the moisture. A plant which annually produces a thousand seeds, of which only one on an average comes to maturity, may be more truly said to struggle with the plants of the same and other kinds which already clothe the ground. The mistletoe is dependent on the apple and a few other trees, but can only in a far-fetched sense be said to struggle with these trees, for, if too many of these parasites grow on the same tree, it languishes and dies. But several seedling mistletoes, growing close together on the same branch, may more truly be said to struggle with each other. As the mistletoe is disseminated by birds, its existence depends on them; and it may metaphorically be said to struggle with other fruit-bearing plants, in tempting the birds to devour and thus disseminate its seeds. In these several senses, which pass into each other, I use for convenience' sake the general term of Struggle for Existence."


“It is no valid objection that science as yet throws no light on the far higher problem of the essence or origin of life. Who can explain the what is the essence of the attraction of gravity?” 

"Thus, from the war of nature, from famine and death, the most exalted object which we are capable of conceiving, namely, the production of the higher animals, directly follows"

"...There is grandeur in this view of life, with its several powers, having been originally breathed into a few forms or into one; and that, whiles this planet has gone cycling on according to the fixed law of gravity, from so simple a beginning endless forms most beautiful and most wonderful have been, and are being, evolved.” 

























mercoledì 11 luglio 2012

Divagazioni attorno alla Particella di Dio

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Le persone che si occupano di Scienza hanno una gran passione per i nomi sensazionali!
Noi Biologi amiamo i nomi fantasiosi: The Red Queen Effect, The Court Jester Effect, The Peter Pan Effect….e via così con altri termini in libertà.

Gli Astrofisici hanno il Big Bang, per il Big va bene, un universo non nasce dallo scoppio di un petardo, ma per il Bang … il termine è un po' fuorviante, in quanto farebbe pensare a qualcosa che esplode, mentre prima dell'esplosione non c'era niente: né spazio, né tempo, né materia..... Ma il termine ha avuto grande fortuna, quasi tutti sanno di cosa si tratta.
E veniamo ai fisici atomici, forse per la loro natura stravagante o per la voglia di rendere più accessibili le informazioni … hanno inventato il colore dei quark, il sapore … anche lo
spin dell’elettrone non riguarda più un corpo che ruota come una trottola...

Nel 1960 il fisico inglese Peter Higgs teorizza l'esistenza di una particella responsabile della massa: il bosone di Higgs appunto.



Il bosone di Higgs : La particella di Dio!

La domanda è : perché è stato chiamato "La particella di Dio"? non è la particella di Dio. Non ha niente a che fare con Dio, né con la religione, e per favore non citiamo il termine creazione.

Il nome venne creato dal fisico Leon Lederman, vincitore di un Premio Nobel per aver scoperto: il neutrino del muone e il quark bottom. Ora so che questi questi nomi potrebbero avervi un po’ disorientati, quindi torniamo al nostro tema.



Leon Lederman aveva scritto uno di quei rari libri di storia della scienza molto divertenti (lo consiglio caldamente) ma non sapeva quale titolo dargli e proprio per questo motivo aveva proposto “The Goddam Particle” (quella maledetta particella n.d.t.), e anche perché nessuno riusciva a trovarla, come testimonia il fisico Marcelo Gleiser, al tempo suo post-doc . Ma il suo editore lo convinse che "The God Particle" avrebbe venduto più copie e così il libro uscì con il titolo The God Particle: If the Universe Is the Answer, What Is the Question?

Tutti i fisici non apprezzano affatto nickname : lo stesso Peter Higgs non ama questo nome a causa delle implicazioni religiose.
"Io detesto il nome particella di Dio", dice Vivek Sharma, uno dei capi della ricerca del Bosone di Higgs al LHC a Ginevra "Io sperimento fisica non Dio". E’ un nome sbagliato in quanto non descrive la vera natura del Bosone, che era l’ultimo pezzo mancante del Modello Standard e dà la massa alle altre particelle; il termine inoltre crea penosi fraintendimenti! Come potete vedere qui sotto:
(cliccate per ingrandire l'immagine e leggere, merita)


Forse ricorderete che quando a Ginevra venne avviato il Large Hadron Collider, in Europa molti temevano che si sarebbe formato un buco nero, che avrebbe inghiottito il mondo, in pratica l’Armageddon!
Da un altro punto di vista, il nome ha creato un successo di popolarità incredibile. Se le particelle avessero un “Ufficio Stampa”, probabilmente il charm quark ora sarebbe arrabbiatissimo per non essersi fatto chiamare "The Satan Particle" anni fa!


Un nuovo nome?



Visti i problemi causati da questo nickname, molti fisici non hanno esitato a proporre nuovi nomi.
Una possibilità è “the OOM particle” (dal canto buddista, che si pensa porti al Nirvana) : OOM acronimo per Origin Of Mass particle.

Altri nomi si focalizzano sul ruolo del Bosone di Higgs , cioè donare la massa alle particelle.
Quindi “Mass Particle”? oppure visti i nomi delle altre particelle: bosON, photON , gluON, potrebbe essere: weightON o massON, nome, quest'ultimo, che in Italia susciterebbe spiacevoli ricordi!

Alcuni sarcasticamente hanno proposto "Billion" per ricordare i costi del LHC !

Il National Geographic è andato oltre , ricordando la mitica" Forza"da Star Wars …



Io qui lancerei un nome rivoluzionario : Higgs Boson !!!!

Oh santocielo, mi viene in mente solo ora una cosa orribile: non ci sarà qualcuno che proporrà

newtON ??? no, lo detesto.


martedì 26 giugno 2012

Carnevale dei Libri di Scienza #9



Benvenuti sul mio Blog!
Diamo il via alla 9a edizione del Carnevale dei libri di Scienza!
Inizia Daniele Gouthier di Scienza Express parlandoci di Amazzonia, un libro che racconta l’avventura di Yurij Castelfranchi, che ha ripercorso il viaggio e le esperienze di Alexander Von Humboldt.

Segue Tania Tanfoglio del Blog Science for Passion , che presenta un libro molto vicino al suo cuore: Il grande libro delle Cent'erbe. Un libro perfetto da sfogliare in giardino, avvolti dai profumi delle erbe aromatiche preferite, per scoprirne le proprietà o i segreti di cosmesi naturale. Un libro ricco di schede di piante selvatiche ed officinali ma anche di ricette tutte da assaporare! Io lo trovo adorabile!

Ed ecco Rosa Maria Mistretta del Blog La scuola del sapere, che presenta Il bello di essere pianta dove il narratore è una pianta della foresta pluviale, credo sia un libro delizioso!

Palmiro Poltronieri del Blog Knedliky ci presenta in un post amplissimo, un grande numero di libri dedicati al giardino e ai grandi giardinieri, quasi una piccola biblioteca sull’argomento, molto interessante!

Anche Emanuela Zerbinatti del Blog Arte e Salute ci presenta numerosi libri, descritti in differenti post.

Il libro di Marco Di Domenico : Clandestini. Animali e piante senza permesso di soggiorno, svela le incredibili storie di 45 specie di esseri viventi che si sono distinti per invasioni dagli effetti devastanti. Alcuni di questi "alieni" anche da tra noi.

Reiette della società vegetale le erbacce non godono della nostra simpatia. Eppure sono importanti anche loro. Nel libro Elogio delle erbacce (Ponte alle grazie, 2011) il botanico inglese Richard Mabey prova a spiegarci perché. Con due ricette.

Una serie di biografie sulla famiglia CalvinoIl paradosso dello scrittore Italo Calvino, nato negato per le piante in una famiglia di giardinieri. Ecco tutti i libri che hanno fatto il ritratto a questa famiglia divisa tra botanica e letteratura.

Ed ecco il contributo di Marco Kees Barozzi, dal Blog Popinga, che ci parla di una Trilogia La natura e il fanciullo scritta negli anni '30 del novecento da Pierina Boranga, valente maestra elementare , che fa molto riflettere.

Ed infine il mio post Les Plantes, Anges ou Démons ? , che è un omaggio alle mie adorate piante e al grande Giorgio Celli.


Arrivederci al Carnevale di luglio che sarà ospitato da Palmiro Poltronieri sul Blog
Knedliky, argomento Scienza e salute

Les plantes, Anges ou Démons ?



Quando Daniele Gouthier mi ha gentilmente chiesto di ospitare qui sul mio Blog il Carnevale dei Libri di Scienza, che lui organizza, ho subito proposto come argomento "Le Piante". Come mai? perchè le piante sono le reiette della Biosfera, interessano a pochi...anche i biologi, se non sono Botanici (categoria purtroppo in via di estinzione)non se ne curano!...e non voglio parlare dei giornalisti..

Allora chiariamo bene io sono un'eretica seguace di Mancuso,per me le piante hanno cellule di tipo neuronale nelle radici, e tutto questo è sperimentalmente dimostrato.
Per questo motivo giorni fa in visita al ...lasciatemelo dire Fatiscente museo di storia naturale di Torino, davanti al percorso didattico "Le radici delle piante" ove divagavano sui vari tipi di assorbimento delle stesse, ho urlato all'abominio!!!

Quindi date queste premesse di quale libro potevo parlarvi se non di:

LE PIANTE NON SONO ANGELI, Astuzie, sesso e inganni del mondo vegetale del grandissimo GIORGIO CELLI
Baldini, Castoldi, Dalai Editori



Giorgio Celli , che moltissimi di noi amavano, e che ci ha lasciato purtroppo un anno fa, credeva fermamente che le piante avessero un sistema nervoso particolare che le guida.

Qui gli argomenti più accattivanti di questo libro da leggere tutto d’un fiato....

Innanzitutto il significato del titolo: Le piante non sono angeli! ricorda il fatto che fino al 1600, e comunque prima di Linneo e Erasmus Darwin, si credeva che le piante , come gli angeli, non avessero sesso.
La classificazione di Linneo, basata sui caratteri sessuali delle piante, con pistilli e stami, fece scandalo!

Immaginate quindi i versi di The Loves of the Plants di Erasmus Darwin, nonno di Charles Darwin, ove egli antropizzò il comportamento riproduttivo dei fiori: così gli stami divennero focosi amanti maschi e il pistillo era paragonato a femmine innamorate o a spose ritrose! Ma vediamo…

Ecco i versi dedicati al Colchicum autumnale

COLCHICA emerge, e sotto al ciel turbato
Fa brillar l' occhio radiante, scalda
Il freddo seri della stagion canuta,
E co '1 fulgor di sua beltà rischiara
La buja sfera. Tre pudiche ancelle
Seguon l' ardita ninfa, e sei leggiadri
Garzon, preda d'amor, scorta le fanno.
Tal coronato da' minor pianeti
Splende l' astro di Giorgio,....


L'altra spiegazione per il titolo è che le piante si difendono, attivamente, con spine, inganni, veleni e movimenti.

Ed ora sentiamo Celli....

"Le piante hanno delle intenzioni ben precise, hanno una volontà ed è come se potessero pensare ......Le piante hanno un'anima voluttuosa, un'anima laica, si fidano del vento e plagiano gli animali a seconda del loro capriccio. Si servono delle altre specie a proprio uso e consumo. Le piante hanno inventato la pubblicità. I fiori sono bellissimi cartelloni pubblicitari per le api, gli insetti e le farfalle a cui vendono un prodotto sublime e goloso, necessario alla vita e alla sopravvivenza della terra: il polline.”

"Se l'insalata potesse piangere anche i vegetariani sembrerebbero un po' più crudeli! Noi umani simpatizziamo solo con le specie che ci somigliano. Le balene, che sono degli immensi e teneri mammiferi in grado di emettere suoni quasi celestiali, sanno come commuoverci, al contrario una trota, che non emette verso alcuno, ce la mangiamo volentieri e senza troppi rimorsi!"

"Immaginatevi l'urlo della Foresta Amazzonica, se potesse risuonare all'unisono mentre le ruspe e la mano dell'uomo tentano di abbattere i suoi alberi. Se la natura potesse urlare la sua voce terrificherebbe il mondo intero e forse fermerebbe definitivamente l'accanimento feroce ed irresponsabile dell'uomo verso la proprio terra".

Vi lascio con questi dubbi inquietanti, augurandovi buona lettura !

lunedì 25 giugno 2012

Farewell George



Per stasera non riesco a scrivere nulla...lo farò nei prossimi giorni...quindi posto solamente l'intervista fatta al Direttore the Galapagos National Park

Interview with Mr.Edwin Naula, Director of the Galapagos National Park

from HMS Beagle Project Blog


G: In the first place my condolences for the death of Lonesome George. Can you give us some details?

EN: "Today at 8AM, Fausto Llerena, a park ranger who coincidentally rescued Lonesome George from Pinta island in 1972 and took care of him all these years, found the tortoise dead near the water in his compound. Yesterday he was fine, did not present any anomalies. We are going to conduct an autopsy to determine the cause of death which could be cardiac arrest. For Mr. Llerena this is extremely sad because he had a very personal connection with Lonesome George."


G: We are witnessing the extinction of a species. What does it mean?


EN: "This is the extinction of the fourth Galapagos tortoises species. Before the species of Santa Fe, Fernandina and Floreana died out. Now with the death of Lonesome George the Pinta species is gone. This is a message to the world and to humanity about the importance of conservation and how we must have an even stronger commitment to that goal."



G:What is the impact of this death on the Galapagos National Park?

EN: Here at the Galapagos National Park we did all we could to rescue the Pinta tortoise species and other species. We will continue with our efforts and our commitment. Tomorrow we start a herpetology workshop to figure out our strategy to restore the tortoise populations in Galapagos for the next decade.

G: Lonesome George was a great attraction for the Galapagos visitors. What is going to happen now?

EN:Lonesome George was a Galapagos icon. We will possibly embalm him and place his body in a place where those who did not see him alive can view him. We will have a press conference tomorrow at 8 am to give more information.

martedì 5 giugno 2012

Mi sono innamorata dei Truffula Trees !

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Giorni fa ho visto il film The Lorax tratto dall'omonimo romanzo del Dr. Seuss,al secolo Theodor Seuss Geisel, scrittore e fumettista statunitense, autore di ben 60 libri per bambini, che sono stati spesso caratterizzati da una straordinaria fantasia di personaggi, e da utilizzi frequenti di rime e di metri trisillabici...famosissimo in America, ma quasi sconosciuto in Italia...
non conoscete neanche il Grinch?

Il film racconta una bellissima fiaba ecologica, ma quello che più mi ha incantato è stata la visione degli immaginari Truffula Trees!!!

Il Dr. Seuss lì disegna e descrive così:



Questi alberi hanno un tronco sottile a striscie bianche e nere...(vi immaginate le Biston betularius di darwiniana memoria su questi tronchi??? un delirio per loro!)...ma continuiamo... I Truffula hanno al posto della chioma un grosso batuffolo,solitamente rosso, arancio, giallo, rosa, o più raramente viola.
Queste chiome sono più soffici della seta ed emettono un profumo di" butterfly milk". Occorrono 20 anni perchè raggiungano le dimensioni tipiche della specie!

Questi alberi devono aver colpito molte persone, perchè in questi giorni, conoscendo la mia passione per la botanica alcuni amici mi hanno scritto se esistessero alberi, che ricordano vagamente i Truffula. Vediamo.....

L'aspetto soffice e piumoso lo potremmo trovare nella Xanthorrhoea australis
originaria dell'Australia, nota anche come Grass tree o Black Boy. Ha un tronco sottile che sulla sommità porta foglie, che formano una sfera perfetta piumosa e morbida!



Ma sono i fiori meravigliosi della Albizia julibrissin , una Mimosacea, che ricordano i colori dei Truffula Trees!
Il nome è un omaggio al naturalista fiorentino Filippo degli Albizi, che per primo la introdusse in Europa nel 1740 da Costantinopoli, è nota infatti come Acacia di Costantinopoli. Eccola.....





Esiste anche una varietà chiamata Summer chocolate, che dite sarebbe piaciuta al Lorax?



Ma per ottenere il profumo di " butterfly milk" dobbiamo solo annusare queste diverse specie di acacia:

Calliandra haematocephala



la nostra Acacia dealbata ...meglio conosciuta ai più come la mimosa dell'8 marzo!



o la mia tenera, quando non ti punge, Mimosa pudica ,nota ai miei allievi col nome di mimosa sensitiva.



Concludendo penso proprio che il Dr. Seuss abbia sfogliato un libro con immagini di Mimosaceae, prima di disegnare i Truffula Trees!

Dato che i batuffoli dei Truffula mi ricordano tanto lo zucchero filato...vi lascio con un'idea dolce : Truffula Trees Cupcakes !




Rimango con un dubbio esistenziale...cosa diamine è il "butterfly milk" ????

martedì 29 maggio 2012

Jack Horner at Milan NH Museum

Nice Jack Horner said in Milan the idiom " as scarce as hen's teeth" will not longer used !!!

Can science turn back the clock on evolution to make a chicken into a dinosaur? Find out in this incredible LiveScience infographic.
Source:LiveScience

L'immagine spiega bene il procedimento, io comunque sono solo una persona che da sempre ama i dinosauri, per informazioni tecniche...rivogersi al Blog Theropoda di Andrea Cau.

martedì 22 maggio 2012

Un libro nel mio destino



Questo post partecipa al Carnevale dei libri di scienza #8, ospitato dal Blog Gattivity.

Sono sicura che i miei amici e anche coloro che arrivano solo oggi qui sul mio Blog, non possono avere dubbi su quale è stato il libro che ha cambiato il mio destino; è ovviamente "L'Origine delle specie" di Charles Darwin, il cui titolo originale è :
On the Origin of Species by Means of Natural Selection, or the Preservation of Favoured Races in the Struggle for Life.



Questo libro, non ha cambiato solo la mia vita, ma il modo con cui l'uomo guarda alla Natura.

Devo dire che quando io frequentavo i corsi, per conseguire la Laurea di Biologia, presso l'Università Statale di Milano, tutti i docenti facevano un gran parlare di Evoluzione, ma non è mai successo che qualcuno ci parlasse di Darwin e del travaglio che lo ha portato alla formulazione della sua teoria. Finchè un giorno uscendo dal corso di Zoologia I decisi di entrare nella libreria più vicina e comprare una copia L'Origine delle specie.
Arrivata a casa mi buttai sul libro (proprio quel libro, ormai formato da foglietti svolazzanti è ancora qui nella mia libreria).

Darwin inizia in modo molto soft, dedicando i primi due capitoli alla variazione allo stato domestico, su cui lui stesso aveva sperimentato a lungo.Ricordo di aver pensato...va beh fin qui nulla di sconvolgente.

La botta improvvisa arriva subito all'inizio del 3° Capitolo : Lotta per l'esistenza

dove scrive:

Noi vediamo la superficie della natura, splendente di letizia; spesso vediamo una sovrabbondanza di alimenti e non vediamo, o dimentichiamo che gli uccelli, che cantano oziosamente intorno a noi, vivono per lo più di insetti e di semi e quindi distruggono continuamente la vita. Oppure dimentichiamo in quale misura altri uccelli ed animali da preda distruggono questi cantori, o le loro uova o i loro nidiacei. Non ricordiamo sempre che, anche se l'alimento può essere sovrabbondante in questo momento, non lo è in tutte le stagioni, un anno dopo l'altro

Cosa significa? in pratica quando noi ci troviamo a guardare un prato, al limitare di un bosco, in una bella giornata di maggio, tutto ci appare meraviglioso ed inebriante; certo non pensiamo al crudele "gioco del chi mangia chi" che sta avvenendo sotto i nostri occhi estasiati!

E qui mi vengono in mente i visi dei miei allievi, che pian piano, mentre io parlo, sembrano rannuvolarsi e incupirsi, già accettando a livello inconscio la realtà contenuta nel testo di Darwin.

poi arrivano gli esempi:

- Si può affermare che, in tempo di carestia, due appartenenti alla famiglia dei Canidi lottano effettivamente fra di loro per decidere chi prenderà il cibo e vivrà.

- Ma anche di una pianta ai margini del deserto si dice che lotta per la vita contro la siccità, anche se sarebbe più esatto dire che dipende dall'umidità.

-Di una pianta che produce annualmente un migliaio di semi, uno solo dei quali, in media, giunge a maturazione, possiamo più giustamente dire che lotta con le piante della stessa e di altre specie che già rivestono il suolo.


I ragionamenti di Darwin sono lucidi, perfetti, inattacabili...e ti cambiano dentro.

Il libro prosegue poi con il capitolo relativo alla selezione naturale, molto bello e ricco di esempi, tutto tranquillo; i presupposti erano già stati chiariti prima!

Bellissimo il finale:

C'è qualcosa di grandioso in questa idea della vita, con le sue infinite potenzialità, originariamente infuse in pochissime o in una sola forma; e, mentre questo pianeta continua a ruotare seguendo le immutabili leggi della gravità, da un inizio così semplice infinite forme, bellissime e meravigliose, si sono evolute e si stanno ancora evolvendo.

metto anche l'originale in inglese, perchè è sublime:

There is grandeur in this view of life, with its several powers, having been originally breathed into a few forms or into one; and that, whilst this planet has gone cycling on according to the fixed law of gravity, from so simple a beginning endless forms most beautiful and most wonderful have been, and are being, evolved

Invito tutti alla lettura completa del testo, anche perchè sono convinta che poche persone lo abbiano realmente fatto, persino i nemici più acerrimi di Darwin!

E il prossimo mese, tutti qui da Me a parlare di piante !

domenica 13 maggio 2012

Ove si parla di rime e mimetismo...ma soprattutto di rime



Da tempo volevo scrivere questo post, dedicato all'amico Marco Barozzi, che sul suo Blog Popinga ha tradotto per me e messo in rima la mia poesia inglese preferita.
Naturalmente io sono solo una biologa e con le rime non ci sò proprio fare, per cui mi sono lanciata su una storia che racconta di mimetismo in rima!

Uno dei più famosi esempi di mimetismo batesiano riguarda i Serpenti ed in particolare alcuni serpenti che vivono negli Stati Uniti.
Vediamoli:

Serpente corallo ( Coral snake ) Micrurus fulvius

– Famiglia Elapidi (Elapidi: un nome, un programma ! io dico quando nasci da una
famiglia con un nome così funesto il tuo destino è già segnato!)
serpente velenosissimo, ovvio

Serpente del latte ( Milk Snake ) Lampropeltis triangulum

- Famiglia Colubridi (gente normale), che è un mimo innocuo del corallo

Questi animali , pur presentando entrambi bande rosse, gialle e nere alternate, hanno le bande disposte in modo differente; fatto che permette di distinguerli. vediamo

serpente corallo



serpente del latte




Allora osservando attentamente le bande notiamo che nel serpente corallo la banda rossa è affiancata da due righe gialle, mentre nel serpente del latte la banda rossa è affiancata da due righe nere.

Certo non è una differenza facile da memorizzare, per cui è stata creata la seguente rima:

Da rosso a nero,
sicuro è il sentiero

Da rosso a giallo
è proprio un corallo


Il consiglio, però è , in caso di un incontro con uno di questi signori, darsela a gambe, senza controllare le strisce! anche perchè questi serpenti sono di piccole dimensioni.

Ma veniamo ora al tema del post....le rime

Allora breve ragionamento: questi serpenti vivono solo in America (anche se il regista Ridley Scott, nel suo film " Il gladiatore", fa infilare un serpente corallo nel letto del senatore Gracco, a ROMA...cioè "al mio segnale scatenate l'ignoranza zoologica") ; la rima è in italiano (sarebbe bello poterle attribuire un autore), quindi per anni io e i miei allievi ci siamo chiesti quale fosse l'originale rima made in USA.

Inaspettatamente poco tempo fa ho trovato le risposte !

Un personaggio leggendario chiamato "Fat" Jack Loticus creò la rima nel 1862

Red touches yellow,
kills a fellow.

Red touches black,
friend of Jack



Ci sono altre varianti di questa rima, nei diversi stati americani, come:

Red touch yellow, kills a fellow. Red touch black, venom lack.

Red touch yellow, death says hello. Black touch red, keep your head.

Yellow touch red, you be dead. Red touch black, eat Cracker Jack.

Red and yellow mingle, bite feel a tingle. Red and black hug, sing a song, you lug.

Red leans on yellow, legs turn to jell-o. Red leans on black, keep a strong back.

Mi ha fatto piacere che anche l'autore di queste ricerche,( dopo aver raccomandato di non uccidere i serpenti, per la continuità della specie) concludesse suggerendo, come faccio di solito io, di non sforzarsi di ricordare la rima, ma di allontanarsi velocemente!

Lui però lo fa in rima:

Just leave snakes alone, chappy,

and everybody goes home happy



sabato 7 aprile 2012

Parliamo di uova...ma non proriamente di Uova di Pasqua!

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Comunque quale periodo più propizio per parlare di uova...di tutti i tipi !

Allora io inizierei con un Guinness delle Uova. Per avere un termine di paragone noto a tutti, diciamo che l'uovo di gallina ha un'altezza di 5,5 cm e pesa 60g.

Il più grande uovo di uccello mai deposto sulla Terra appartiene ad un uccello endemico del Madagascar, estinto nel XVII secolo : l'Uccello Elefante Aepyornis maximus . Si ritiene che fossero i più grandi uccelli mai esistiti, appartenevano all'Ordine degli Struzioniformi e come i loro discendenti attuali erano incapaci di volare. Potevano misurare fino a 3 m e più d'altezza, per un peso di oltre mezza tonnellata. Le loro uova avevano una circonferenza di oltre un metro ed una lunghezza di più di 35 cm; il loro volume era circa 160 volte quello di un uovo di gallina. Ecco un'immagine tanto per avere un'idea di cosa stiamo parlando.



Il più grande uovo di un uccello vivente appartiene allo Struzzo Struthio camelus ; l'uovo ha un'altezza di 18 cm, diametro 15 cm, pesa 1500 g ed equivale a 25 uova di gallina.E' commestibile, buono sodo (dopo sole due ore di cottura) o alla coque , basta trovare la pentola adatta!

Un altro uovo notevole è l'uovo del Casuario Casuarius casuarius grosso uccello dall'aspetto, ma anche mi dicono anche dalle abitudini, piuttosto aggressive...
alto fino 1,8 metri per 58 kilograms di peso ; ha zampacce con artigli lunghi 12 cm, con cui può uccidere cani e umani, se è provocato, non ha un buon carattere...stare alla larga ! vive in Nuova Guinea e nel Queensland. Nella foga di descrivere la mite bestiola ho dimenticato l'uovo : altezza di 13,5 cm, pesa 650 g.



Immagine anni '40 forse un po' esagerata !!! ma ci può stare...

Anche l'australianissimo Emù depone grandi uova, già colorate in verde per la Pasqua !



Posso non citare il sudamericano Nandù? No di certo visto che Darwin aveva scoperto la specie minore Rhea darwini , appunto!
Le uova del nandù maggiore hanno un'altezza di 13 cm e pesano 600 g e poi sono colorate di un bel giallo primavera!



Ed eccoci infine al caso opposto.....Il più piccolo uovo di un uccello vivente appartiene al Colibrì di Vervain Mellisuga minima dalle dimensioni di un pisello, 1 cm per 0,375 g. Ecco il minuscolo colibrì dipinto dalla grandissima Marianne North



Ma non abbiamo finito: ora vediamo l'uovo più grande rispetto alle dimensioni della femmina che lo produce....è l'uovo di uno dei più buffi uccelli esistenti, quasi un mammifero in raltà, il Kiwi neozelandese Apteryx australis




La femmina del kiwi depone un uovo di 450 g che, come si evince dall'immagine,rappresenta il 25% del peso della madre. Immaginiamo le difficoltà di questa povera femmina nel portare un uovo di tali dimensioni...nei filmati infatti, quando mancano pochi giorni alla deposizione, si vede la poveretta camminare a zampe divaricate ondeggiando il corpo, infelice! non vi mostro l'immagine dell'uscita di questo uovo mostruoso, perchè è veramente terrificante.




Si è a lungo dibattuto sul significato evolutivo di questo uovo enorme in un uccello grosso come un pollo.Inizialmente si disse che era vantaggioso per i piccoli avere così tanta sostanza nutritizia entro l'uovo. Le uova infatti contengono il 61% di tuorlo (nelle altre specie è il 35%).I piccoli appena nati non si reggono in piedi, perchè hanno lo stomaco pieno di tuorlo e se ne stanno lì beati distesi a zampette tese a riposare sul terreno per una sessantina di ore!

L'ipotesi comunque non reggeva, in fondo queste femmine hanno uova adatte ad uccelli del peso di 13 kg, che noi abbiamo già visto sopra. Il problema era già stato posto da Stephen Jay Gould nel brano."Le uova del kiwi e la campana della libertà", nella raccolta "Bravo brontosauro". L'ipotesi oggi accettata è che i kiwi derivino da uccelli di grandi dimensioni e si siano ridotti moltissimo, per adattarsi all'ambiente di boscaglia, senza ridurre, però l'uovo.

E adesso lasciatemi dire che qui l'onnisciente Gould aveva sbagliato....i kiwi,non derivano dai giganteschi Moa neozelandesi,come aveva lui sosteneva, bensì da Emù e Casuari, come ha dimostrato l'analisi del DNA. Mi prendo qui una piccola rivincita su Mr. Gould, perchè giorni fa ho letto un suo testo dove paragonava le tesi adattamentiste neodarwiniane ai racconti per bimbi di Kipling "Storie proprio così" ...come ad esempio "L'Elefantino curioso"....direi decisamente troppo pesante come paragone!

martedì 3 aprile 2012

Darwin, le Viole e i Gatti







In questi giorni che vedo cupi per Darwin e per la Biologia in generale voglio proporvi questo piccolo brano d'ambientazione primaverile, che spiega le relazioni concatenate tra piante ed animali.....lascio la parola ad una persona che vorremmo fosse ancora tra noi....


Ho ragione di credere che i bombi siano indispensabili per la fecondazione della viola del pensiero Viola tricolor , perché le altre api non visitano questo fiore. ......anche il trifoglio violetto comune Trifolium pratense può essere visitato solo dai bombi, in quanto le altre api non riescono ad arrivare al nettare.Perciò sono praticamente sicuro che se, in Inghilterra, l'intero genere dei bombi si estinguesse o diventasse assai raro, la viola del pensiero ed il trifoglio violetto diverrebbero rarissimi o scomparirebbero del tutto. Il numero dei bombi in ciascun territorio dipende in alto grado dal numero dei topi campagnoli che ne distruggono i favi ed i nidi e il sig. H. Newman, che ha lungamente studiato le abitudini dei bombi, pensa che oltre i due terzi di essi siano distrutti in questa maniera in tutte le parti dell'Inghilterra. Ora, come tutti sanno, il numero dei topi dipende in larga misura dal numero dei gatti ed il sig. Newman dice: «In prossimità dei villaggi e delle piccole città ho trovato nidi di bombi in maggior numero che altrove ed attribuisco questo fatto al numero dei gatti che distruggono i topi». Dunque è perfettamente credibile che la presenza di grandi gruppi di felini in un dato territorio possa condizionare, tramite l'intervento dei topi prima e delle api poi, la densità di taluni fiori del territorio!

Charles Robert Darwin,
from On the Origin of Species, Chapter 3 Struggle for existence



Sfido ora chiunque a trovare qualcosa di negativo o criticabile in questo pezzo mirabile e sconosciuto ai più!