giovedì 11 febbraio 2016

Strani Incontri

    In occasione del  Darwin Day 2016....alcuni strani incontri fatti da Darwin....e le sue briose descrizioni!
                 AUGURONI  CHARLIE !
UCCELLO  DEL  MALAUGURIO


In tutte le parti di Chiloe o di Chonos, si incontrano  due  stranissimi uccelli.
 Uno vien chiamato dagli abitanti Cheucau (Pteroptochus rubecula); frequenta i luoghi più bui e più reconditi delle umide foreste. Talora si sente il suo grido proprio vicino, ma anche guardando attentamente non si può vedere il Cheucau; altre volte, rimanendo bene immobili, l’uccellino dal petto rosso, si accosta fino a pochi passi di distanza nel modo più familiare. Allora saltella attivamente a coda ritta sulla massa intricata di rami morti e canne. I Chilotani hanno del Cheucau un timore superstizioso che si riferisce ai suoi strani e vari gridi. Emette tre suoni ben distinti: uno vien chiamato chiduco e porta bene; un altro detto huitreu, è invece di terribile malaugurio, del un terzo non ricordo più il significato.
Questi nomi imitano i versi dell’uccello, e gli indigeni sono per alcune cose completamente schiavi.
Invero i Chilotani hanno scelto per loro profeta una creaturina ben comica.


UCCELLO  CHE  ABBAIA


Una specie affine, ma un po’ più grossa, vien chiamata dagli indigeni Guid-guid (Pteroptochus Tarnii), e dagli Inglesi Uccello Latrante. Quest’ultimo nome è molto ben scelto; perché io sfido chiunque lo senta per la prima volta, a non pensare che vi sia un qualche cane che abbaia in qualche punto della foresta. Precisamente come col cheucau una persona sentirà il latrato proprio vicino, ma invano riuscirà a vedere l’uccello anche battendo i cespugli; altre volte il Guid-guid si accosterà senza timore. Il suo modo di nutrirsi ed i suoi costumi generali sono molto simili a quelli del cheucau.


EL  TAPACOLO


Questa specie (o Pteroptochus albicollis) vien chiamata Tapacolo, o copriti il didietro: ed invero l’uccellino svergognato ben merita il suo nome, perché porta la coda inclinata in avanti verso il capo, scoprendo la parte posteriore del corpo. È comunissimo, e frequenta la base degli alberi ed i cespugli sparsi sulle nude colline, ove non può quasi esistere nessun altro uccello. Per il suo modo generale di cibarsi, per lo svelto saltar fuori dai boschetti e pel tornarvi dentro, per il suo desiderio di nascondersi, per la poca attitudine al volo e per la nidificazione, esso è assai buffo.
Il Tapacolo è astutissimo; quando vien spaventato da una persona rimane immobile entro un cespuglio, e poi, dopo un certo tempo, tenta di squagliarsela con molta destrezza dal lato opposto. È anche un uccello attivo e rumoroso; questi suoi rumori sono vari e stranamente curiosi; alcuni somigliano al tubare delle tortore, altri al mormorio dell’acqua, e molti non si possono trovare similitudini adatte. I campagnoli dicono che muta il suo grido cinque volte all’anno, suppongo per qualche mutamento di stagione.











 
 


giovedì 6 agosto 2015

LA VERA STORIA DELLA SCOPERTA DI PLUTONE


Contro la Disinformazione Astronomica diffusa….



           LA VERA STORIA DELLA SCOPERTA DI PLUTONE

Lasciatemi iniziare con la motivazione  che mi ha spinto ha scrivere questo post, nonostante i venti roventi ed infernali che infuriano sull'Italico Stivale. Quando il 14 luglio scorso la sonda americana New  Horizons, dopo nove anni di viaggio ha raggiunto Plutone, qualsiasi individuo, quindi anche chi acculturato sull'argomento non era, ha deciso di scrivere sul Web le cose più incredibili, sbagliate, stupide …. Tante che solo su questo argomento ci potrei scrivere un post…vedo già il titolo: ”Guarda che , se non la smetti,  ti tiro dei sassi di Plutone!”

Altra cosa: tutti i miei amici più cari, anche quelli di FB e i miei poveri allievi…Sanno che IO SONO IN FISSA CON PLUTONE!
Cosa significa? Vuol dire che da quando il 24 agosto 2006, a Praga, l’ IAU da declassato Plutone da nono pianeta del Sistema Solare a pianeta nano, non mi dò pace.
24 agosto 2006 a Praga, giorno maledetto! Persino il povero Tycho si sarà rivoltato nella sua tomba in Santa Maria in Tynn ( se non sapete a chi mi sto riferendo, credo non vi serva leggere oltre!)
Scusandomi per questo sfogo iniziale, proseguiamo.

La scoperta
Nel 1840, usando calcoli gravitazionali, Urbain Le Verrier intuì la posizione dell’ allora sconosciuto pianeta Nettuno, dopo aver analizzato le sue perturbazioni sull’orbita di Urano. Successive osservazioni di Nettuno nel diciannovesimo secolo portarono gli astronomi a ipotizzare che l’orbita di Urano fosse disturbata da un altro pianeta, posto oltre  Nettuno.
Nell’ultimo decennio del 1800 Percival Lowell, un ricco bostoniano, si affacciò alla ribalta astronomica. Nel 1894 egli costruì a sue spese il  Lowell Obsevatory  in Flagstaff, Arizona. Inizialmente Lowell era letteralmente ossessionato dal pianeta Marte e dai “canali” osservati dal nostro  Giovanni Schiappareli; quando poi sì comprese che, si trattava di distorsioni ottiche e non di veri e propri canali, scavati dai piccoli marziani verdi, Percival si lanciò in un’altra impresa! (pensavo ora qualcuno dei gentili lettori si ricorda perché i marziani vennero pensati verdi? Non furono certamente dei biologi a suggerirlo, insomma il mimetismo…se il pianeta è rosso e tu sei verde, non va tanto bene!)

Ma torniamo a Lowell: dal 1906 iniziò un ampio progetto alla ricerca di un possibile nono pianeta, che lui nominò “Pianeta X”. Dal 1909, Lowell e William H. Pickering  suggerirono  diverse possibili coordinate celesti per tale pianeta. Lowell e il suo osservatorio condussero ricerche fino alla sua morte nel 1916, ma senza successo.
A causa di una battaglia legale con Constance Lowell, vedova di Percival, che aveva ereditato dal marito l’Osservatorio, la ricerca per il Pianeta X non venne ripresa fino al 1929.

L’allora  direttore, Vesto Melvin Slipher, passò sommariamente il lavoro a Clyde Tombaugh (1906- 1997), un ragazzo di 23 anni del Kansas, che era stato assunto all’osservatorio Lowell, dopo che Slipher era rimasto impressionato da un campione dei suo disegni astronomici. Clyde in un solo anno Fece l’Impresa!
Il 18 febbraio 1930, dopo circa un anno di ricerche, Tombaugh scoprì un possibile oggetto in movimento sulle lastre fotografiche, ottenute il 23 e il 29 gennaio di quell’anno. Una fotografia di qualità inferiore scattata il 21 gennaio aiutò a confermare il movimento. Dopo ulteriori conferme, la notizia della scoperta venne telegrafata all’osservatorio dell’Università di Harvard il 13 marzo 1930.


Il nome
La notizia della scoperta fece il giro del mondo. L’Osservatorio Lowell, che aveva il diritto di nominare il nuovo oggetto, ricevette più di 1.000 proposte da tutto il mondo. Tombaugh sollecitò il Direttore Slipher a proporre velocemente un nome per il nuovo oggetto, prima che lo facesse qualcun altro.
L’ineffabile Constance Lowell propose Zeus, poi Percival e infine Constance, il suo stesso nome. Queste proposte vennero ignorate. Si pensò allora di lanciare un concorso internazionale per individuare un nome adatto.
Il nome Plutone fu proposto da una giovanissima e deliziosa fanciulla inlese: Venetia Burney (1918-2009), una studentessa di undici anni di  Oxford, in Inghilterra. Venetia, interessata sia alla mitologia classica che  all’astronomia, considerò il nome, proprio del dio romano dell’oltretomba, appropriato per un tale mondo presumibilmente freddo e scuro.

Lo propose in una conversazione con suo nonno Falconer Madan, un ex curatore  della Biblioteca dell’università di Oxford. Madan confidò il nome al professor Herbert Hall Turner, che poi cablò il tutto colleghi di Flagstaff.

Il nome piacque subito e il nuovo pianeta  fu ufficialmente nominato il 24 marzo 1930; ogni membro dell’osservatorio Lowell venne chiamato a votare su  una corta lista di tre nomi. Tra Minerva ( già nome di un asteroide), Cronus e Plutone, tutti votarono quest’ ultimo. Il nome venne annunciato il 1 maggio 1930. Subito dopo l’annuncio, Madan diede a Venetia 5 pounds come ricompensa. Si notò inoltre che le prime due lettere di Plutone erano le iniziali di Percival Lowell, e il simbolo astronomico
 è un monogramma costruito dalle due lettere ‘PL’.

IL nome venne presto adottato dalla cultura generale. Nel 1930 Walt Disney introdusse un compagno  per Topolino, il cane Pluto, ( ricordo che il nome inglese del pianeta è Pluto) in onore del nuovo pianeta. Nel 1941, Gleen T. Seaborg nominò un nuovo elemento chimico  da poco creato: Plutonio, conforme alla tradizione di nominare gli elementi dopo la scoperta di un nuovo pianeta.

E veniamo ora alle tristi note….
Ma cosa successe nei particolari a Praga…..
Originariamente classificato come un pianeta, Plutone è oggi considerato il più ingente  membro di una distinta popolazione conosciuta come la Fascia di Kuiper .
Ma qual è allora la nuova definizione di pianeta? Eccola...
un "pianeta” è un corpo celeste che:
1 . è in orbita intorno al Sole
2. ha una massa sufficiente affinché la sua gravità  possa fargli assumere forma sferica
3 .ha ripulito le vicinanze intorno alla sua orbita
Plutone soddisfa le prime condizioni, e allora?

Ebbene la colpa attribuita al povero Plutone è la terza: non ha fatto le pulizie!



Ora è noto anche il nome del Killer reo confesso : Michael E. Brown,  professore  al CALTECH (California Institute of Technology), vedi immagine libro da lui recentemente pubblicato.

Le  reazioni al cambiamento
Le reazioni alla decisione della IAU furono svariate. Mentre alcuni accettarono la riclassificazione, altri cercarono di capovolgere la decisione lanciando una petizione online, al fine di persuadere la IAU a considerarne il ripristino. 

  • Una soluzione venne introdotta da alcuni membri dell’assemblea di stato della Califonia che denunciò ironicamente la IAU per “eresia scientifica”.
  •  Lo stato del New Mexico stabilì che ogni anno il 13 marzo  , in onore di Tombaugh, per lungo tempo residente in quello stato, sarebbe stato il “Pluto Planet Day”.  Stabilirono inoltre che in New Mexico Plutone sarebbe sempre stato un pianeta.
  •  Lo stato dell’Illinois approvò una simile soluzione nel 2009, dato che lo scopritore del pianeta, Clyde Tombaugh, era nato proprio in quello stato, affermando che Plutone era stato “ingiustamente degradato a pianeta nano” dalla IAU.
Moltissime persone in tutto il mondo hanno rifiutato il cambiamento, perché in disaccordo con la comunità scientifica, ma anche per ragioni sentimentali, sostenendo che essi hanno da sempre conosciuto Plutone come un pianeta e continueranno a farlo, nonostante la decisione della IAU.

Venne persino coniato un nuovo verbo…
Plutoed
il verbo “to pluto” è un neologismo coniato in seguito alla transizione da pianeta a pianeta nano. Nel gennaio 2007, la società dialettale americana scelse “plutoed” come parola dell’anno, definendo “to pluto” come degradare o svalutare qualcuno o qualcosa.

Venne creato anche un gruppo FB:

The Facebook group     

When I was your age, Pluto was a planet.






This is a group dedicated to the kids who were taught that Pluto was the 9th planet from the sun!!!!
Pluto, we salute you. (February 18, 1930 - August 24, 2006)
 questa ultima parte mi commuove sempre !


Alla Riscossa!

Ora che la  New Horizon è arrivata a Plutone, lo ha misurato e sta inviando foto fantastiche, io spero che CAMBINO MOLTE COSE.


Già qualcosa si può dire al Killer Mike Brown: Plutone è più grande del tuo pianetino Eris, beep( qui scusate ma ci stava benissimo, non solo bene,  una nota  parolaccia inglese!) Che poi volendo ben guardare questo tipo non è tutto cento, perché quando scoprì due oggetti della fascia di Kuiper, chiamò il primo Easter Bunny, perché si era prossimi alla Pasqua ed il secondo Santa, con la luna Rudolph! lascio a voi le considerazioni del caso!


E ora un ricordo del mitico  Clyde Tombaugh



Clyde morì nel 1997 e si fece cremare, la cosa che pochi sanno è che la New Horizons porta un contenitore con le sue ceneri; quindi ora Clyde è là vicino al pianeta che ha scoperto e continuerà la corsa con la sonda attraverso la fascia di Kuiper.


Go Clyde! You have no idea how many geeks wish they were there with you !



Patrizia Martellini



giovedì 2 aprile 2015

Lo Strano caso delle viole scomparse



L0 Strano Caso 

delle Viole

 Scomparse

La prima avventura del Detective Fox Holmes

 e del Dottor Badger Watson


Al centro della radura,  tra il bosco di Lynwood e la cittadina di Bowne, si erge una magnifica e maestosa quercia, al cui interno sono stati ricavati degli alloggi. Al primo piano si trova l’appartamento condiviso da due personaggi molto noti nella zona:  una volpe il famoso Detective Fox Holmes e il suo amico tasso il Dottor Badger Watson. I due amici si trovano nel salotto, ove Watson si gusta con calma la colazione, leggendo la “Bowne Gazette” mentre Fox Holmes si aggira irrequieto, iniziando mille attività e non portandone a termine alcuna, un suo stato naturale quando si sta annoiando. Watson chiede:” caro Holmes cosa vi rende così irrequieto stamane?” Holmes risponde:” suvvia Watson sapete che non avere un caso per le mani mi rende incredibilmente nervoso!”


Il suono del campanello interrompe i due amici, mentre gli occhi di Fox Holmes brillano, quando esclama: “ caro Watson, un cliente finalmente!”  La cameriera introduce una signora molto elegante, che entra alquanto lentamente nella stanza, guardando con palese timore il grande detective. La signora si presenta come Miss Pervinca Hare, rimanendo poi in silenzio e non riuscendo a staccare i grandi occhi scuri da Mr. Holmes. Il Dottor Watson interviene con la sua solita cortesia dicendo:” Suvvia Miss Hare entrate vi prego ed accomodatevi sul sofà. Posso offrirvi una tazza di tè?” La giovane rimane immobile sull’uscio, come impietrita, fino a quando Holmes sbotta:” Che diamine Signora dal momento che siete venuta come mia cliente, state tranquilla che non vi divorerò seduta stante, pur essendo voi una lepre ed io il vostro predatore naturale: una volpe!”

Miss Hare  rassicurata entra e prende  posto in una poltrona, esordendo: “ Ebbene Mr. Holmes sono molto preoccupata! Credo che una delle mie  dimore, e per la precisione il cottage ove trascorro i mesi estivi,  posto al limitare del bosco, sia stato colpito da un sortilegio!” Holmes, si siede in salotto, non prima di aver riempito ed acceso la sua famosa pipa, dice:” e quale tipo di sortilegio avrebbe colpito il vostro cottage Miss Hare?”  “ Non vi crescono più le viole!”  Fox Holmes, dopo un attimo di smarrimento tuona: “ Perbacco signora mi avete scambiato per un giardiniere!?”

Il Dottor Watson interviene per calmare la situazione molto tesa: ”Miss Hare vi pregherei di narrarci nei particolari tutta la vicenda, grazie” la giovane lepre prende la parola: “Bene cercherò di spiegarmi meglio. Io sono appassionata di Botanica e mi dedico con gioia al Giardinaggio. Oltre al cottage, di cui vi ho già parlato, posseggo una dimora alla periferia del villaggio di Bowne, e tra la profusione di fiori che spuntano in questo inizio di primavera : muscari, giunchiglie, primule...” Holmes tuona: “ Miss per cortesia andiamo al sodo!” la giovane prosegue:” si dicevo ho anche un’aiuola ove crescono centinaia di esemplari di “Viola del pensiero” o come l’ha nomenclata il Grande Linneo, Viola tricolor. Nonostante io abbia seguito la stessa procedura, da anni qui a Lynwood le viole sono, ahimè,  sparite! Potete aiutarmi Signor Holmes?”

Nel frattempo il grande detective si era rivolto a Watson, chiedendo “ Ma chi è il Grande Linneo?” ricevendo dal Dottore la seguente risposta:” Lasciate perdere è un’altra faccenda simile alla vostra ignoranza in relazione al sistema eliocentrico” La storia è comunque piaciuta ad Holmes, che congeda Miss Hare, rassicurandola che investigherà sulla vicenda, baciandole lievemente la zampina guantata.

“Giovine di famiglia agiata, realmente interessata alla botanica....bellissima femmina!”

Il povero Dottor Watson al solito chiede spiegazioni e Holmes ribatte rapido: “ Elementare Watson: possiede due case, quindi ottima famiglia; lavora lei stessa in giardino, non vi sarà sfuggito mio caro che l’orlo del suo abito di velluto grigio mostrava macchie d’erba. Ed è una femmina bellissima, grandi occhi scuri; peccato appartenga ad un'altra specie! Mentre le sfioravo la mano ho sentito il suo sangue scorrere veloce....avrebbe potuto essere per me La Femmina!”

L’ultima frase lascia il Dottor Holmes BASITO! Ma non commenta. Nel frattempo un vivacissimo Holmes fa i piani per il giorno seguente: “ Domattina lei Badger si apposterà vicino alla residenza di città di Miss Hare, osserverà con attenzione le viole, prendendo nota di quali insetti le visitano per l’impollinazione.” “E lei andrà al Cottage suppongo” dice il buon dottore. Holmes risponde “ niente affatto io mi addentrerò nel bosco di Lynwood!”

“ The game is afoot Watson, dobbiamo brindare!” dice Fox.

La mattina successiva il Dottor Badger Watson si dirige con passo spedito verso la residenza di Miss Hare nei dintorni di Bowne. Si siede vicino all’aiuola delle viole del pensiero ed annota le specie che impollinano i fiori; con il passare del tempo il Dottore è sempre più felice, perché è sicuro di aver fatto una scoperta fondamentale! Fa poi ritorno al suo appartamento entro la quercia.

Entra spavaldo e trova un Holmes di umore nerissimo, che sibila:” mattinata sprecata...” “ Io invece caro amico credo proprio di aver fatto una scoperta importante: solo i bombi impollinano le viole di Miss Pervinca!” Fox chiede:” Avete visto dei gatti Watson?” Il povero Dottore spiazzato dalla domanda, balbetta:” si mi pare di averne visto qualcuno, ma cosa c’entra? Mi avevate mandato ad osservare le viole, che diamine Holmes siete strano, al solito; ma che razza di domanda è?”  ma non ottiene risposta.

La mattina seguente il povero Watson viene mandato nel bosco a cercare arnie ed eventualmente gatti. Il Dottore si lamenta: “ Andiamo Holmes, mi sembra che il tempo volga al brutto, devo proprio andare ora?” “ Certamente mio caro! Io invece mi dirigerò verso la zona di Down” esclama Holmes, che sfoggia un buon umore, decisamente inusuale per lui.

Mentre il povero dottore si avvia sconsolato verso il bosco, Il Grande Detective raggiunge rapidamente la cittadina, dove dopo un rapido sopralluogo afferma: “ Bene non ho visto nessun topo campagnolo, in compenso le arnie dei bombi sono in ottima salute!” Il rombo del tuono interrompe i suoi pensieri e prima che inizi un forte acquazzone, bussa alla porta del cottage della bella Miss Hare. Miss Pervinca apre la porta e sgrana i suoi occhioni scuri sorridendo, nel trovarsi davanti Fox Holmes: “Quale gradita sorpresa vedervi Mr. Holmes, entrate e riparatevi dalla pioggia!  Posso offrirvi  un tè al gelsomino? Ho appena sfornato dei biscotti” “Ma certamente Miss Hare, con grande piacere”....”benissimo, ma chiamatemi Pervinca , ve ne prego” e i due entrano nel cottage per un piacevole pomeriggio di conversazione.

Al tramonto il Dottore ritorna in casa, furibondo e fradicio, per sentirsi dire da Holmes: “ Cosa diamine avete fatto mio caro amico? Siete in uno stato penoso! Ritiratevi nelle vostre stanze, io stanotte devo lavorare! Il caso è quasi risolto!” “ Ah dimenticavo, domattina Miss Pervinca sarà dei nostri” Il povero Watson si limita a commentare:” Ah ora la chiamate Pervinca, non più Miss Hare, andiamo bene!”

La mattina seguente troviamo Miss Pervinca e il Dottor Watson, seduti sul sofà, mentre Holmes armeggia attorno ad un cavalletto, ricoperto da una tela.
“Ebbene ho risolto il Caso cara Miss Pervinca!” afferma il detective: “ veramente, di già? Ma come avete potuto? Siete veramente incredibile, lasciatevelo dire!” trilla la giovane lepre.

“Orsù si comincia!” dice Fox scoprendo il primo cartellone.


“L’ottimo Dottor Watson ha scoperto che le viole del pensiero o Viola tricolor  hanno come unici impollinatori i bombi; che sappiamo vivono entro le loro arnie, dolci per il miele che vi è contenuto. Ho scoperto che i topi campagnoli sono ghiotti delle arnie e se ne cibano a sazietà. Poi tutti sanno che i gatti magiano i topi”

“Sì ma le mie viole?” sussura Pervinca. “Abbiate pazienza mia cara” dice Holmes, mentre esibisce un nuovo cartellone.


“Ecco Miss questa è la situazione nella zona di  Bowne ove voi risiedete. Come potete vedere i gatti mangiano i topi, permettendo la salvaguardia delle arnie. Ci saranno quindi tanti bombi che impollinano le vostre adorate viole; che fioriscono ogni primavera”

Holmes espone l’ultimo cartellone.



“Ahimè, come potete vedere,  ben diversa è la situazione nel vostro Cottage di Lynwood” continua Holmes: “ la totale mancanza dei gatti fa accrescere a dismisura la popolazione dei topi, che mangiano tutte le arnie, i bombi spariscono e con loro le vostre viole”

La povera Miss Pervinca scoppia a piangere, sussurrando tra un singhiozzo e l’altro .” Oh povera me, le mie povere viole, sono perduta. Che triste sentenza Mister Holmes”

Il Grande Detective si avvicina alla giovane e prendendole le manine guantate, le dice :” Non piangete Miss,  io vi ho anche trovato una soluzione!” “ dite davvero?” “ ma certo che diamine! Basta che voi portiate qualche gatto nel vostro cottage qui a Lynwood e le vostre adorate viole spunteranno nuovamente!” “Ma voi siete un genio signor Holmes!” afferma la giovane lepre.

Dopo essersi accordati per trascorrere insieme un tranquillo pomeriggio il giorno seguente, Miss Hare si congeda dai due gentiluomini.

Badger confuso al solito, esclama: “ Come avete compreso questa intricata situazione?” “ Elementare Watson, venite che vi spiego tutto”

Più tardi durante la notte il buon dottore viene svegliato da tonfi e imprecazioni provenienti dal salotto. Si affretta verso la stanza e vede Holmes, in vestaglia da camera, seduto nella sua poltrona, brandire un libro, con un’espressione furibonda sul viso. “ Cosa vi succede Holmes, ditemi?”

Dopo una breve pausa il detective dice: “ mi succede che ho fatto tanta fatica a venire a capo di questa intricata situazione, per poi scoprire che Mr. Charles Darwin aveva già descritto e spiegato questo caso, nel suo libro: On the Origin of Species by means of Natural Selection, e precisamente nel capitolo Struggle for Existence.

Watson ribatte: “ Consolatevi Holmes siete stato preceduto da un grandissimo naturalista!” “ avete ragione Watson, allora brindiamo a Mr. Darwin!”




Dedico il mio primo racconto agli amici Ambrose e Gianfranco,  di " Uno Studio in Holmes- The Sherlock Holmes Society of Italy", che mi hanno aiutato a capire e ad apprezzare il Canone.









domenica 2 novembre 2014

CHARLIE voleva andare a Tenerife - The Uncut Version






DOPO MESI  HO DECISO DI PUBBLICARE QUI SUL MIO BLOG LA VERSIONE INTEGRALE    di un mio articolo ......

....perchè questo è il mio stile di scrittura, piaccia o no!!!!!!


........La nave fu esclusa da Tenerife, la cui visita era stata pianificata così a lungo ed anche Gran Canaria dovette essere vista da lontano. Egli avrebbe potuto anche chiedersi se veramente alla fine sarebbe riuscito a mettere piede su un isola!
Il 13 Gennaio scriveva ancora: ‘Non posso fare a meno di dispiacermi dell’impossibilità di sostare a Teneriffe.’
Tenerife, quell’isola a lungo desiderata, non fu mai visitata; e malgrado ciò le speranze e il fare progetti, il leggere e rileggere Humboldt accese Darwin di entusiasmo per le isole, per gli ambienti tropicali e per i viaggi. Tuttavia la sua immagine incoraggiò il giovane, ‘naturalista incompleto’ a esplorare linee di pensiero che avrebbero acquistato importanza più tardi. Tenerife fu a suo modo, un isola dell’immaginazione per Darwin, e di immensa importanza.

POVERO CHARLIE !

Come dicevo all’inizio io però sono ‘sbarcata’ a Tenerife e quindi vorrei descriverla ai lettori.
Cominciamo con El Teide il grandioso vulcano dell’isola sognato da Darwin, imponente, magnifico!
Io non sono salita al Teide, come fece Von Humboldt, partendo dalla cittadina di La Orotava, ma ci sono andata da Sud, ed è molto diverso come approccio....in questo modo si arriva alla gigantesca caldera di Las Cañadas, residuo di antiche attività del vulcano.

Anche chi non è mai stato a Tenerife ha già visto l’ambiente lunare di questo luogo, se ha visionato  il film “Scontro di Titani”, che venne girato lì. Dalla caldera si innalza El Pico de Teide, la cima del vulcano, la salita alla cima permette la vista meravigliosa descritta da Von Humboldt!

E’ stata una grande perdita per la Scienza la mancata visita di Darwin all’isola...perché avrebbe scoperto meraviglie!

Mentre il povero tedesco trovava solo piccole violette, come la  Viola cheiranthifolia, conosciuta come La violeta del Teide endemica del vulcano....

Entro la caldera invece è possibile ammirare l’incredibile:
Echium wildpretii subsp. wildpretii, endemica del  Teide e che  si trova principalmente entro Las Cañadas. È una pianta dal fusto legnoso, alto fino a 3m. Possiede foglie lanceolate, ricoperte da una fitta peluria grigio-argentea.
L'infiorescenza è un'appariscente spiga piramidale apicale, formata da piccoli fiori di colore rosso purpureo. 

Il nome spagnolo è :  Tajinaste rojo.
La pianta non è stata nomenclata da un non meglio conosciuto prete, ma è stata dedicata a Hermann Wildpret, orticoltore svizzero,  residente in  La Orotava durante il  XIX secolo.



E poi cosa non sarebbero piaciuti al nostro Charlie i Lagartos delle Canarie!!!!
  
Le Isole sono abitate da un gruppo di Lucertoloni , che il  Signor  Boulenger attribuisce al Genere Gallotia. Ogni isola dell’arcipelago ospita una differente  specie appartenente al genere Gallotia, peculiare delle singole isole......

Dite la verità sembra o no un testo scritto da Darwin!???? No è mio! ...da un po’ di tempo rifletto sul fatto che se Darwin avesse scritto romanzi e non saggi io avrei fatto una fortuna scrivendo i suoi Apocrifi ( per chi trova la  mia affermazione blasfema....vedere Conan Doyle e il Canone )

Allora vediamoli i Lagartos.....perlomeno quelli rimasti!

1.      El Lagarto de Tenerife Gallotia galloti Oudart, 1839  specie endemica delle isole di Tenerife e La Palma, lucertola simpatica e molto confidente ..... ma vorrei raccomandare ai simpatici animali : ATTENTI AGLI SPAGNOLI !!!! 

2.  Gallotia goliath  RIP  sono stati trovati suoi resti ossei entro gallerie laviche, esiste  documentazione  scritta della sua esistenza  nel secolo XV, quindi la sua estinzione avvenne con  la conquista delle  Canarie  DA PARTE DEGLI SPAGNOLI....che poi se siete stati alle Canarie, un comune mortale cosa fa? Con tutto ilbendiddio che la natura offre, che fai mangi lucertole?????  


3.      E poi La lucertola gigante di El Hierro  Gallotia simonyi ,   lunga circa 60 cm,  endemica   dell'isola di El Hierro, l’isola più giovane delle Canarie ( sta ancora crescendo!)




Un tempo l'areale di questa specie comprendeva l'intera isola e l'isolotto Roque Chico De Salmor, ma ora a causa dell'insediamento umano la lucertola gigante di El Hierro sopravvive con poche centinaia di esemplari nella parte meridionale dell'isola, a Risco De Tibataje, in la Fuga De Gorreta.
La specie fu reintrodotta con successo a Roque Chico de Salmor nel 1999.



1.      Ed infine La lucertola gigante delle Canarie Gallotia stehlini endemica dell'isola di Gran Canaria


Questa lucertola è il più grande rappresentante del suo genere, i maschi mediamente misurano dai 60 agli 80 cm con un peso di poco superiore o inferiore al kg, eccezionalmente arrivano a 90 cm e 2 kg, con una testa massiccia; invece le femmine, decisamente più minute, meno massicce e dalla testa molto più snella, misurano dai 35 ai 50 cm.

Le povere lucertolone sono ora a rischio a causa della presenza del serpente reale albino  della California, specie alloctona  rilasciata sull'isola e moltiplicatasi a dismisura.


Perché che si fa si compra un serpentello albino...poi cresce e tu che fai lo rilasci in un ambiente dove l’animale non ha predatori! Bene!


Certo che, se Darwin fosse sbarcato su queste isole forse i Lagartos delle Canarie sarebbero ora un mito dell’evoluzione, come......e qui vi aspettavo!

 Non avrete detto per caso Fringuelli!!???    No mi raccomando i Mimi delle Galapagos!



Comunque ringraziamo di cuore il “caro” capitano FitzRoy!



Patrizia Martellini