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mercoledì 11 luglio 2012

Divagazioni attorno alla Particella di Dio

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Le persone che si occupano di Scienza hanno una gran passione per i nomi sensazionali!
Noi Biologi amiamo i nomi fantasiosi: The Red Queen Effect, The Court Jester Effect, The Peter Pan Effect….e via così con altri termini in libertà.

Gli Astrofisici hanno il Big Bang, per il Big va bene, un universo non nasce dallo scoppio di un petardo, ma per il Bang … il termine è un po' fuorviante, in quanto farebbe pensare a qualcosa che esplode, mentre prima dell'esplosione non c'era niente: né spazio, né tempo, né materia..... Ma il termine ha avuto grande fortuna, quasi tutti sanno di cosa si tratta.
E veniamo ai fisici atomici, forse per la loro natura stravagante o per la voglia di rendere più accessibili le informazioni … hanno inventato il colore dei quark, il sapore … anche lo
spin dell’elettrone non riguarda più un corpo che ruota come una trottola...

Nel 1960 il fisico inglese Peter Higgs teorizza l'esistenza di una particella responsabile della massa: il bosone di Higgs appunto.



Il bosone di Higgs : La particella di Dio!

La domanda è : perché è stato chiamato "La particella di Dio"? non è la particella di Dio. Non ha niente a che fare con Dio, né con la religione, e per favore non citiamo il termine creazione.

Il nome venne creato dal fisico Leon Lederman, vincitore di un Premio Nobel per aver scoperto: il neutrino del muone e il quark bottom. Ora so che questi questi nomi potrebbero avervi un po’ disorientati, quindi torniamo al nostro tema.



Leon Lederman aveva scritto uno di quei rari libri di storia della scienza molto divertenti (lo consiglio caldamente) ma non sapeva quale titolo dargli e proprio per questo motivo aveva proposto “The Goddam Particle” (quella maledetta particella n.d.t.), e anche perché nessuno riusciva a trovarla, come testimonia il fisico Marcelo Gleiser, al tempo suo post-doc . Ma il suo editore lo convinse che "The God Particle" avrebbe venduto più copie e così il libro uscì con il titolo The God Particle: If the Universe Is the Answer, What Is the Question?

Tutti i fisici non apprezzano affatto nickname : lo stesso Peter Higgs non ama questo nome a causa delle implicazioni religiose.
"Io detesto il nome particella di Dio", dice Vivek Sharma, uno dei capi della ricerca del Bosone di Higgs al LHC a Ginevra "Io sperimento fisica non Dio". E’ un nome sbagliato in quanto non descrive la vera natura del Bosone, che era l’ultimo pezzo mancante del Modello Standard e dà la massa alle altre particelle; il termine inoltre crea penosi fraintendimenti! Come potete vedere qui sotto:
(cliccate per ingrandire l'immagine e leggere, merita)


Forse ricorderete che quando a Ginevra venne avviato il Large Hadron Collider, in Europa molti temevano che si sarebbe formato un buco nero, che avrebbe inghiottito il mondo, in pratica l’Armageddon!
Da un altro punto di vista, il nome ha creato un successo di popolarità incredibile. Se le particelle avessero un “Ufficio Stampa”, probabilmente il charm quark ora sarebbe arrabbiatissimo per non essersi fatto chiamare "The Satan Particle" anni fa!


Un nuovo nome?



Visti i problemi causati da questo nickname, molti fisici non hanno esitato a proporre nuovi nomi.
Una possibilità è “the OOM particle” (dal canto buddista, che si pensa porti al Nirvana) : OOM acronimo per Origin Of Mass particle.

Altri nomi si focalizzano sul ruolo del Bosone di Higgs , cioè donare la massa alle particelle.
Quindi “Mass Particle”? oppure visti i nomi delle altre particelle: bosON, photON , gluON, potrebbe essere: weightON o massON, nome, quest'ultimo, che in Italia susciterebbe spiacevoli ricordi!

Alcuni sarcasticamente hanno proposto "Billion" per ricordare i costi del LHC !

Il National Geographic è andato oltre , ricordando la mitica" Forza"da Star Wars …



Io qui lancerei un nome rivoluzionario : Higgs Boson !!!!

Oh santocielo, mi viene in mente solo ora una cosa orribile: non ci sarà qualcuno che proporrà

newtON ??? no, lo detesto.


martedì 26 giugno 2012

Carnevale dei Libri di Scienza #9



Benvenuti sul mio Blog!
Diamo il via alla 9a edizione del Carnevale dei libri di Scienza!
Inizia Daniele Gouthier di Scienza Express parlandoci di Amazzonia, un libro che racconta l’avventura di Yurij Castelfranchi, che ha ripercorso il viaggio e le esperienze di Alexander Von Humboldt.

Segue Tania Tanfoglio del Blog Science for Passion , che presenta un libro molto vicino al suo cuore: Il grande libro delle Cent'erbe. Un libro perfetto da sfogliare in giardino, avvolti dai profumi delle erbe aromatiche preferite, per scoprirne le proprietà o i segreti di cosmesi naturale. Un libro ricco di schede di piante selvatiche ed officinali ma anche di ricette tutte da assaporare! Io lo trovo adorabile!

Ed ecco Rosa Maria Mistretta del Blog La scuola del sapere, che presenta Il bello di essere pianta dove il narratore è una pianta della foresta pluviale, credo sia un libro delizioso!

Palmiro Poltronieri del Blog Knedliky ci presenta in un post amplissimo, un grande numero di libri dedicati al giardino e ai grandi giardinieri, quasi una piccola biblioteca sull’argomento, molto interessante!

Anche Emanuela Zerbinatti del Blog Arte e Salute ci presenta numerosi libri, descritti in differenti post.

Il libro di Marco Di Domenico : Clandestini. Animali e piante senza permesso di soggiorno, svela le incredibili storie di 45 specie di esseri viventi che si sono distinti per invasioni dagli effetti devastanti. Alcuni di questi "alieni" anche da tra noi.

Reiette della società vegetale le erbacce non godono della nostra simpatia. Eppure sono importanti anche loro. Nel libro Elogio delle erbacce (Ponte alle grazie, 2011) il botanico inglese Richard Mabey prova a spiegarci perché. Con due ricette.

Una serie di biografie sulla famiglia CalvinoIl paradosso dello scrittore Italo Calvino, nato negato per le piante in una famiglia di giardinieri. Ecco tutti i libri che hanno fatto il ritratto a questa famiglia divisa tra botanica e letteratura.

Ed ecco il contributo di Marco Kees Barozzi, dal Blog Popinga, che ci parla di una Trilogia La natura e il fanciullo scritta negli anni '30 del novecento da Pierina Boranga, valente maestra elementare , che fa molto riflettere.

Ed infine il mio post Les Plantes, Anges ou Démons ? , che è un omaggio alle mie adorate piante e al grande Giorgio Celli.


Arrivederci al Carnevale di luglio che sarà ospitato da Palmiro Poltronieri sul Blog
Knedliky, argomento Scienza e salute

Les plantes, Anges ou Démons ?



Quando Daniele Gouthier mi ha gentilmente chiesto di ospitare qui sul mio Blog il Carnevale dei Libri di Scienza, che lui organizza, ho subito proposto come argomento "Le Piante". Come mai? perchè le piante sono le reiette della Biosfera, interessano a pochi...anche i biologi, se non sono Botanici (categoria purtroppo in via di estinzione)non se ne curano!...e non voglio parlare dei giornalisti..

Allora chiariamo bene io sono un'eretica seguace di Mancuso,per me le piante hanno cellule di tipo neuronale nelle radici, e tutto questo è sperimentalmente dimostrato.
Per questo motivo giorni fa in visita al ...lasciatemelo dire Fatiscente museo di storia naturale di Torino, davanti al percorso didattico "Le radici delle piante" ove divagavano sui vari tipi di assorbimento delle stesse, ho urlato all'abominio!!!

Quindi date queste premesse di quale libro potevo parlarvi se non di:

LE PIANTE NON SONO ANGELI, Astuzie, sesso e inganni del mondo vegetale del grandissimo GIORGIO CELLI
Baldini, Castoldi, Dalai Editori



Giorgio Celli , che moltissimi di noi amavano, e che ci ha lasciato purtroppo un anno fa, credeva fermamente che le piante avessero un sistema nervoso particolare che le guida.

Qui gli argomenti più accattivanti di questo libro da leggere tutto d’un fiato....

Innanzitutto il significato del titolo: Le piante non sono angeli! ricorda il fatto che fino al 1600, e comunque prima di Linneo e Erasmus Darwin, si credeva che le piante , come gli angeli, non avessero sesso.
La classificazione di Linneo, basata sui caratteri sessuali delle piante, con pistilli e stami, fece scandalo!

Immaginate quindi i versi di The Loves of the Plants di Erasmus Darwin, nonno di Charles Darwin, ove egli antropizzò il comportamento riproduttivo dei fiori: così gli stami divennero focosi amanti maschi e il pistillo era paragonato a femmine innamorate o a spose ritrose! Ma vediamo…

Ecco i versi dedicati al Colchicum autumnale

COLCHICA emerge, e sotto al ciel turbato
Fa brillar l' occhio radiante, scalda
Il freddo seri della stagion canuta,
E co '1 fulgor di sua beltà rischiara
La buja sfera. Tre pudiche ancelle
Seguon l' ardita ninfa, e sei leggiadri
Garzon, preda d'amor, scorta le fanno.
Tal coronato da' minor pianeti
Splende l' astro di Giorgio,....


L'altra spiegazione per il titolo è che le piante si difendono, attivamente, con spine, inganni, veleni e movimenti.

Ed ora sentiamo Celli....

"Le piante hanno delle intenzioni ben precise, hanno una volontà ed è come se potessero pensare ......Le piante hanno un'anima voluttuosa, un'anima laica, si fidano del vento e plagiano gli animali a seconda del loro capriccio. Si servono delle altre specie a proprio uso e consumo. Le piante hanno inventato la pubblicità. I fiori sono bellissimi cartelloni pubblicitari per le api, gli insetti e le farfalle a cui vendono un prodotto sublime e goloso, necessario alla vita e alla sopravvivenza della terra: il polline.”

"Se l'insalata potesse piangere anche i vegetariani sembrerebbero un po' più crudeli! Noi umani simpatizziamo solo con le specie che ci somigliano. Le balene, che sono degli immensi e teneri mammiferi in grado di emettere suoni quasi celestiali, sanno come commuoverci, al contrario una trota, che non emette verso alcuno, ce la mangiamo volentieri e senza troppi rimorsi!"

"Immaginatevi l'urlo della Foresta Amazzonica, se potesse risuonare all'unisono mentre le ruspe e la mano dell'uomo tentano di abbattere i suoi alberi. Se la natura potesse urlare la sua voce terrificherebbe il mondo intero e forse fermerebbe definitivamente l'accanimento feroce ed irresponsabile dell'uomo verso la proprio terra".

Vi lascio con questi dubbi inquietanti, augurandovi buona lettura !

lunedì 25 giugno 2012

Farewell George



Per stasera non riesco a scrivere nulla...lo farò nei prossimi giorni...quindi posto solamente l'intervista fatta al Direttore the Galapagos National Park

Interview with Mr.Edwin Naula, Director of the Galapagos National Park

from HMS Beagle Project Blog


G: In the first place my condolences for the death of Lonesome George. Can you give us some details?

EN: "Today at 8AM, Fausto Llerena, a park ranger who coincidentally rescued Lonesome George from Pinta island in 1972 and took care of him all these years, found the tortoise dead near the water in his compound. Yesterday he was fine, did not present any anomalies. We are going to conduct an autopsy to determine the cause of death which could be cardiac arrest. For Mr. Llerena this is extremely sad because he had a very personal connection with Lonesome George."


G: We are witnessing the extinction of a species. What does it mean?


EN: "This is the extinction of the fourth Galapagos tortoises species. Before the species of Santa Fe, Fernandina and Floreana died out. Now with the death of Lonesome George the Pinta species is gone. This is a message to the world and to humanity about the importance of conservation and how we must have an even stronger commitment to that goal."



G:What is the impact of this death on the Galapagos National Park?

EN: Here at the Galapagos National Park we did all we could to rescue the Pinta tortoise species and other species. We will continue with our efforts and our commitment. Tomorrow we start a herpetology workshop to figure out our strategy to restore the tortoise populations in Galapagos for the next decade.

G: Lonesome George was a great attraction for the Galapagos visitors. What is going to happen now?

EN:Lonesome George was a Galapagos icon. We will possibly embalm him and place his body in a place where those who did not see him alive can view him. We will have a press conference tomorrow at 8 am to give more information.

martedì 5 giugno 2012

Mi sono innamorata dei Truffula Trees !

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Giorni fa ho visto il film The Lorax tratto dall'omonimo romanzo del Dr. Seuss,al secolo Theodor Seuss Geisel, scrittore e fumettista statunitense, autore di ben 60 libri per bambini, che sono stati spesso caratterizzati da una straordinaria fantasia di personaggi, e da utilizzi frequenti di rime e di metri trisillabici...famosissimo in America, ma quasi sconosciuto in Italia...
non conoscete neanche il Grinch?

Il film racconta una bellissima fiaba ecologica, ma quello che più mi ha incantato è stata la visione degli immaginari Truffula Trees!!!

Il Dr. Seuss lì disegna e descrive così:



Questi alberi hanno un tronco sottile a striscie bianche e nere...(vi immaginate le Biston betularius di darwiniana memoria su questi tronchi??? un delirio per loro!)...ma continuiamo... I Truffula hanno al posto della chioma un grosso batuffolo,solitamente rosso, arancio, giallo, rosa, o più raramente viola.
Queste chiome sono più soffici della seta ed emettono un profumo di" butterfly milk". Occorrono 20 anni perchè raggiungano le dimensioni tipiche della specie!

Questi alberi devono aver colpito molte persone, perchè in questi giorni, conoscendo la mia passione per la botanica alcuni amici mi hanno scritto se esistessero alberi, che ricordano vagamente i Truffula. Vediamo.....

L'aspetto soffice e piumoso lo potremmo trovare nella Xanthorrhoea australis
originaria dell'Australia, nota anche come Grass tree o Black Boy. Ha un tronco sottile che sulla sommità porta foglie, che formano una sfera perfetta piumosa e morbida!



Ma sono i fiori meravigliosi della Albizia julibrissin , una Mimosacea, che ricordano i colori dei Truffula Trees!
Il nome è un omaggio al naturalista fiorentino Filippo degli Albizi, che per primo la introdusse in Europa nel 1740 da Costantinopoli, è nota infatti come Acacia di Costantinopoli. Eccola.....





Esiste anche una varietà chiamata Summer chocolate, che dite sarebbe piaciuta al Lorax?



Ma per ottenere il profumo di " butterfly milk" dobbiamo solo annusare queste diverse specie di acacia:

Calliandra haematocephala



la nostra Acacia dealbata ...meglio conosciuta ai più come la mimosa dell'8 marzo!



o la mia tenera, quando non ti punge, Mimosa pudica ,nota ai miei allievi col nome di mimosa sensitiva.



Concludendo penso proprio che il Dr. Seuss abbia sfogliato un libro con immagini di Mimosaceae, prima di disegnare i Truffula Trees!

Dato che i batuffoli dei Truffula mi ricordano tanto lo zucchero filato...vi lascio con un'idea dolce : Truffula Trees Cupcakes !




Rimango con un dubbio esistenziale...cosa diamine è il "butterfly milk" ????

martedì 29 maggio 2012

Jack Horner at Milan NH Museum

Nice Jack Horner said in Milan the idiom " as scarce as hen's teeth" will not longer used !!!

Can science turn back the clock on evolution to make a chicken into a dinosaur? Find out in this incredible LiveScience infographic.
Source:LiveScience

L'immagine spiega bene il procedimento, io comunque sono solo una persona che da sempre ama i dinosauri, per informazioni tecniche...rivogersi al Blog Theropoda di Andrea Cau.