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martedì 21 giugno 2011

Axolotl, Alieno messicano



Questo post partecipa alla IV edizione del Carnevale della Biodiversità, gestita da Renato Bruni Blog Erba Volant, dove trovate la review con tutti i link agli altri post.





Nel lago di Xochimilco,(il nome del lago in lingua Nahatl significa "Il Luogo dei campi fioriti" da XOCHI fiore, MIL campo e il suffisso -CO luogo), posto vicino a Città del Messico, viveva un tempo un essere straordinario, l’axolotl; questo strano nome gli era stato dato dagli antichi Aztechi e significa “scherzo d’acqua” o “mostro d’acqua”. Il nome scientifico della specie è Ambistoma mexicanum e lui l’axolotl è la forma larvale di questa straordinaria salamandra.
Ma quali sono le stupefacenti caratteristiche di questo anfibio messicano? L’axolotl è un eterno fanciullo, rimane cioè girino per tutta la sua vita. Non basta, si riproduce anche in questo stadio, pur non divenendo mai adulto. I biologi chiamano questa capacità neotenia. Il suo aspetto è caratterizzato da branchie lunghe e piumose ed esiste in una varietà scura ed una albina, entrambe con vispi occhietti azzurri. E’ un rinunciatario axolotl, non vuole diventare adulto ed affrontare la terraferma, ama rimanere nel suo laghetto.
Può però in casi estremi, completare la metamorfosi e lasciare l’acqua. Succede se l’ambiente è sovrappopolato, o se la siccità prosciuga il suo laghetto. L’eterno fanciullo diventa allora una “salamandra tigre”! L’axolotl ha anche la capacità di rigenerare parti del suo corpo! Tutte queste caratteristiche hanno attirato su di lui l’attenzione del mondo scientifico.



Dopo le notizie stupefacenti veniamo ora al lato triste della storia del nostro alieno messicano. I lettori più attenti si saranno accorti che all'inizio del post ho scritto "viveva"...sì perchè il Nostro è purtroppo inserito nella lista rossa delle specie in via di estinzione!

Axolotl è un endemismo ristretto ai laghi che, prima dell'arrivo dei Conquistadores, circondavano completamente l'antica capitale degli Aztechi: Tenochtitlán.



Bonifiche delle zone paludose, l'avanzare delle abitazioni della città hanno ridotto praticamente l'ex-Lago Xochimilco ad una serie di canali!



Ma non basta i messicani hanno trasformato questa zona in una sorta di Petit Venise di Città del Messico, ove sedicenti gondolieri conducono i turisti a bordo di variopinti barconi!



Quindi l'antico ambiente tranquillo di lago, ove viveva l'axolotl, si è ridotto a canali solcati da rumorosi turisti! Non stupisce quindi la notizia che nei canali la specie sia praticamente scomparsa!

Un altro fatto ha portato a questa situazione: fino a poco tempo fa gli abitanti del luogo, discendenti degli antichi Aztechi, pescavano gli axolotl e si preparavano " axolotl tamales"....gente crudele ....degni eredi dei loro efferati antenati!

Immaginate fagottini di questo tipo contenenti i simpaticissimi animaletti:



Ma proseguendo....Axolotl, ma da dove viene questo nome curioso? Deriva dal nome di una divinità azteca minore, Xolotl.

XOLOTL IL RINUNCIATARIO



Tipetto strano, vero? ma chi era?

Xolotl era il fratello di Quetzalcoatl, il grande Dio Serpente ed era un irresponsabile rinunciatario.

La mitologia azteca narra che all’inizio dei tempi il sole non si muoveva.
Gli dei decisero allora di sacrificare un dio, affinché il sole cominciasse a sorgere e con lui cominciasse a muoversi tutta la gran ruota della vita.
Il prescelto fu Xolotl: dio dei giochi, della tasformazione, della morte e della risurrezione.

Lui se la diede a gambe!

Braccato ovunque, assunse tutte le forme possibili, provò le più bizzarre metamorfosi e, infine, prima di venire trascinato al sacrificio, si trasformò in Axolotl, animale che gli Aztechi da allora cominciarono a venerare.

Qui di seguito una poesia di Octavio Paz, un grande poeta messicano, dedicata ad axolotl.


Non batte il sole inchiodato in mezzo al cielo
Non respira
Non inizia la vita senza sangue
Senza brace del sacrificio
Non si muove la ruota dei giorni
Xolotl rifiutando di farsi consumare
Si nascose nel granturco e lo trovarono
Si nascose nel maguey e lo scovarono
Cadde in acque e fu Axolotl
La salamandra azteca
Il due-esseri
Che sacrificarono
Iniziò a girare il mondo
La processione di nomi e di date
Xolotl il cane guida dell’inferno
Che disseppellì’ le ossa degli antenati
E cucinò’ i resti in pentola
Che accese la luce degli anni
Il creatore d’uomini
Xolotl penitente
L’occhio sfinito che piange per noi
Xolotl pupa di farfalla
E doppio della stella
Chiocciola marina
Altra faccia del Signore dell’Aurora
Xolotl o’Axolotl.


Un ultimo particolare legato ai Cartoon....

Due personaggi dei mitici Pokemon si ispirano a lui:

Mudkip




e Wooper






ed ora vi lascio con un QUESITO:

Queste strane peripezie di Xolotl ci ricordano però un epica battaglia avvenuta a colpi di trasformazioni altrettanto stupefacenti...

un aiutino ....tra due personaggi di un cartoon dei miei tempi!

Aspetto le vostre risposte !!!!

domenica 12 giugno 2011

Addio Giorgio...



Giorgio Celli ci ha lasciato ed è una grandissima perdita per il mondo scientifico. Proprio 2 giorni fa toglievo dalle pareti della mia 2A il manifesto del Festival della scienza di Genova,dove lui aveva apposto il suo autografo, durante la conferenza "Le piante non sono angeli". Eravamo andati lì per sentirlo parlare di piante, delle mie adorate piante...io e lui condividevamo l'idea che le piante possano avere un siatema nervoso particolare che le guida.
Eravamo rimasti affascinati dal suo modo di raccontare e di catturare l'interesse del pubblico.Io in particolare ammiro molto i suoi libri e la sua capacità di porre gli argomenti con un punto di vista nuovo, interessante, accattivante.

Qui sotto metto un breve script della conferenza:

"Le piante hanno delle intenzioni ben precise, hanno una volontà ed è come se potessero pensare ......Le piante hanno un'anima voluttuosa, un'anima laica, si fidano del vento e plagiano gli animali a seconda del loro capriccio. Si servono delle altre specie a proprio uso e consumo. Le piante hanno inventato la pubblicità. I fiori sono bellissimi cartelloni pubblicitari per le api, gli insetti e le farfalle a cui vendono un prodotto sublime e goloso, necessario alla vita e alla sopravvivenza della terra: il polline.”

"Se l'insalata potesse piangere anche i vegetariani sembrerebbero un po' più crudeli! Noi umani simpatizziamo solo con le specie che ci somigliano. Le balene, che sono degli immensi e teneri mammiferi in grado di emettere suoni quasi celestiali, sanno come commuoverci, al contrario una trota, della famiglia dei salmonidi e che non emette verso alcuno, ce la mangiamo volentieri e senza troppi rimorsi!", scherza l'etologo che aggiunge alla sua spiegazione scientifica una riflessione sulla coscienza ecologica diffusa "immaginatevi l'urlo della Foresta Amazzonica, se potesse risuonare all'unisono mentre le ruspe e la mano dell'uomo tentano di abbattere i suoi alberi. Se la natura potesse urlare la sua voce terrificherebbe il mondo intero e forse fermerebbe definitivamente l'accanimento feroce ed irresponsabile dell'uomo verso la proprio terra".

domenica 13 marzo 2011

Love bugs



Anche se noi (come molti scarafaggi) siamo ancora ibernati da questo inverno che non finisce mai...sappiamo che la primavera è alle porte e che con la primavera arriverà la stagione degli amori!!!
Nel mondo degli scarafaggi l’amore è ovunque....certo non come lo intendiamo noi, ma neanche poi molto diverso in fondo!

Cominciamo con Cantaride amorosa, Cantharis rustica, che porta sul pronoto (il torace, per i profani) un cuore nero su fondo rosso, stupendo! Riuscite a vedere il cuore?


Sempre nella famiglia Cantharidae ecco lo scarafaggio soldato, così chiamato per suoi colori brillanti neri e rossi, che ricordano le uniformi dei soldati...(usate la vostra immaginazione!).. Rhagonycha fulva, che gli anglofoni amabilmente chiamano “‘the bonking bugs”. Ora come posso tradurre questo termine, senza turbare la sensibilità dei miei lettori...mmmh, ecco: “gli scarafaggi che fanno il bunga bunga”.
Questi insetti ce la mettono tutta per mantenere la loro reputazione e possono essere visti da giugno ad agosto, accoppiarsi in continuazione, in realtà sembra che non ne abbiano mai abbastanza! Li si può vedere su diverse specie di Ombrellifere, mentre si nutrono di polline e nettare o predano insetti più piccoli, maschio e femmina, sempre avvinti nel loro amoroso amplesso!



Ed ora in crescendo... il punteruolo dell'occhio del fagiolo o come dice Linneo Callosobruchus maculatus , che sa dare un reale significato ai termini
“ ferite d’amore” o “sete d’amore”.
Il maschio di questa specie possiede un pene ricoperto da orridi speroni, che letteralmente si infilano nei tessuti interni della femmina, provocandole ferite. Questo adattamento dà al maschio due vantaggi: si ancora strettamente alla femmina e impedisce alla femmina di accoppiarsi dopo poco tempo con un altro maschio, assicurandosi così la trasmissione dei suoi geni (immagino che la tapina fugga letteralmente a “zampe levate” al solo avvicinarsi di un nuovo maschio, con il suo crudele strumento di tortura)....vedere per credere



Ma i tormenti non sono finiti... durante l’accoppiamento la femmina resiste, anche se è assetata...ah cosa non si fa per amore! Questi scarafaggi si nutrono di fagioli secchi, contenenti solo il 10% d’acqua, quindi la femmina prende l’acqua dallo sperma del maschio, che ne contiene in grande quantità.
Ora visti i sacrifici fatti da queste povere femmine, immagino che vi stiate chiedendo quale stupenda creatura viene tutelata da questi stratagemmi..eccola



no comment!


Per lo scarabeo necroforo Nicrophorus defodiens non tutto è bello in amore e in guerra. Il maschio porge il suo romantico regalo all’amata compagna, in genere una grossa carcassa in avanzato stato di decomposizione, che serve da nutrimento per la sposa e per i nascituri dell’amena coppia monogama. La carcassa è così grossa che ne rimane sempre un po’ inutilizzata...e questo suggerisce al maschio, giusto per non sprecare nulla, di trovare un’altra compagna con cui generare altri figli, cosa ottima per la diffusione dei suoi geni. Ma questa non è una bella notizia per la fedele sposa, il cui successo riproduttivo diminuirebbe con l’arrivo della rivale! Allora, per la serie " in amore e in guerra tutto è lecito", la femmina organizza un astuto stratagemma, interagendo e inibendo la produzione di ferormoni da parte del maschio, che rimarrà a lei fedele per mancanza di ..materia prima! Questo assicura che lei avrà il suo uomo (ops scarafaggio) tutto per sé!



Tra la tipologia di maschi certo i peggiori sono i "clingy boyfriends", cioè i fidanzati appiccicosi e il punteruolo Lixus paraplecticus appartiene sicuramente a questa categoria. Quando un maschio si trova una fidanzata, non la lascia più, ma non in senso figurato...si posa sul suo dorso, senza lasciarla mai per un mese intero, accoppiandosi continuamente!
Certo in questo modo il maschio impedisce accoppiamenti truffaldini extra coniugali. E quindi l’allegra coppietta se ne va in giro volando, nutrendosi , senza mai lasciarsi, strettamente appiccicati!



Lasciatemi concludere con questa triste considerazione: certamente le povere femmine degli scarafaggi non se la passano per niente bene. Poveracce!

venerdì 11 febbraio 2011

QUESTIONI DI NICCHIA

Questo post è legato alla seconda edizione del Carnevale della Biodiversità, ospitato su Leucophea.



Se l'ecosistema è "la casa" di un animale, la nicchia ecologica è "la sua professione"...ebbene qual è la professione del picchio?... perforare il legno ed estrarre larve ed insetti dai tronchi degli alberi. Il picchio è una meraviglia evolutiva riunendo in sé ben 5 adattamenti:

- il becco è molto forte ed allungato
- la lingua è lunghissima ed appuntita, la usa per esplorare le cavità degli alberi e per infilzare le prede. Quando non è utilizzata si avvolge come un metro a nastro in una cavità ossea, posta entro il cranio.
- ha un cuscinetto muscolare posto a livello occipitale, per "evitare noiosi mal di testa"(avevate mai pensato al fatto che il picchio usa la testa come un martello?...e quindi tutti i contraccolpi finiscono sul suo cranio!)
- le zampe presentano artigli che gli permettono di ancorarsi al tronco
- la coda fa da appoggio-bilanciere sul tronco
Veramente mirabolante il nostro picchio, proprio per questo ricordo di averlo visto spesso, insieme all'occhio, come argomento proposto dai creazionisti.

E' uno dei loro cavalli di battaglia... ovunque sul web si trovano testi tipo "Who Designed Woodpeckers?" ..e qui si leggono perle del tipo "ma quale animale potrebbe essere così stupido da salire su un albero, forare cortecce e procurarsi atroci mal di testa...per cercare insetti che pullulano sul terreno?"

Però i picchi sono assenti in Australasia, Madagascar e Antartide. Mancano anche su tutte le isole oceaniche!


Darwin diceva:" ma nel caso di un'isola o di un paese in cui nuove forme non possono liberamente entrare, nell'economia della natura i posti sarebbero sicuramente occupati meglio se alcuni abitatori originari fossero in qualche modo modificati"

e quindi chi occupa la loro nicchia ecologica? Parecchi animali...uccelli ma anche mammiferi, che hanno sviluppato strutture particolari, che hanno le stesse funzioni del becco e della lingua del picchio! ...ma bando agli indugi vediamoli!!!

AKIAPOLAʻAU
Hemignathus munroi




Il nostro Akiapola'au appartiene alla sottofamiglia dei Drepanidini, considerati l'equivalente hawaiano dei fringuelli delle Galapagos. Sono un gruppo di Fringillidi che giunti alle Hawaii hanno occupato tutte le nicchie a disposizione; ma che differenza con i loro cugini delle Galapagos!!
I Drepanidini sono coloratissimi, bellissimi ed hanno nomi musicali...
Se Darwin fosse arrivato alle Hawaii ...chissà se avrebbe dedicato loro più tempo di quello speso per i poveri fringuelli delle Galapagos!



Fantastici Folletti delle Hawaii...ne parlerò presto in un post dedicato solo a loro!

ma tornando all' Akiapola'au, come abbiamo detto occupa la nicchia ecologica del picchio alle Hawaii. Il segreto sta nel suo becco che ha una parte inferiore corta e appuntita con cui crea fori nel legno e una parte superiore molto allungata e ricurva, che usa per estrarre le prede dall'interno del tronco. Mirabile animale a fortissimo rischio di estinzione...ne rimangono solo 1200 esemplari.

e adesso un video..CHE NON POTETE PERDERVI!

The Akiapol'au Song


EXTINTION IS FOREVER

Ed ora una triste storia di estinzione, avvenuta nel 1907, in Nuova Zelanda…
riguarda l’Huia, Heteralocha acutirostris , unico uccello al mondo con un dimorfismo sessuale così spinto che la femmina e il maschio presentavano un becco diversissimo per forma e funzione.



Ma vediamo meglio...l’Huia era un uccello di grosse dimensioni, circa 50 cm, con un grosso bargiglio di color arancio acceso alla base del becco color avorio. Presentava, ahimè, una grossa banda bianca posta al termine delle lunghe penne caudali nere.
La peculiarità maggiore era però legata al becco, di forma così diversa nel maschio e nella femmina, da essere classificati in un primo tempo come 2 specie distinte. Maschio e femmina cacciavano insieme, perché il maschio con il suo becco corto e forte praticava fori entro le cortecce degli alberi, poi la femmina con il becco molto lungo e ricurvo estraeva larve ed insetti, anche in profondità. Entrambi ovviamente occupavano la nicchia vuota del picchio. Adesso, per rallegrare un po’ il lettore, vorrei dire... cosa succedeva in giornate di dissapori tra i due?...dieta forzata, e non voglio pensare ad una separazione consensuale...morte sicura!
Ed ora so già che state pensando alla solita causa di estinzione, distruzione dell’habitat....e invece no...
è stata la moda a portare l’Huia all’estinzione!



Già i capi Maori si adornavano il capo con le lunghe piume caudali degli animali uccidendoli in buon numero, poi tutto precipitò quando il principe di York, che più tardi sarebbe diventato re Giorgio V d’Inghilterra, venne in visita in Nuova Zelanda. Uno dei capi Maori porse al principe una piuma di Huia, simbolo di autorità e potere e questi la infilò nella fascia del suo cappello. Da quel momento divenne fashion per tutti gli uomini avere un cappello con la piuma di Huia! Le piume vendute a peso d’oro divennero ricercatissime e i Maori si lanciarono alla caccia dei poveri animali; sembra riuscissero ad ucciderne 650 al mese. Ovviamente l’Huia si estinse.
Devo segnalare un altro triste caso...assieme all’Huia si estinse anche il pidocchio che viveva unicamente tra le sue piume: Rallicola extinctus...il nome venne attribuito allo sventurato da un curatore del London NHM, quando lo trovò tra le piume di un esemplare di Huia giunto al Museo.



UN MOSTRO DEGNO DI UNA SAGA STELLARE








Quale tra le 3 “bellezze” di queste immagini non è nato dalla fervida fantasia di George Lucas ?
E’ l’aye - aye, o per dirla in termini scientifici, la Daubentonia madagascariensis. Ha il muso di un topo, le orecchie di pipistrello, la coda da volpe e i grandi occhi gialli da spiritello; neanche i creatori dei mostri della saga di Guerre Stellari avrebbero saputo fare di meglio!
E’ un lemure di piccole dimensioni, con un peso di circa 3 Kg, ha abitudini notturne ed è particolarmente attivo nelle ore avanzate della notte e quando c’è la luna. E’ in via di estinzione, ne rimangono infatti solo pochi esemplari nella riserva dell’isola di Nosy - Mongabe. Ha una dieta onnivora, si nutre infatti di bambù, larve di insetti e frutti di cocco. Usa il lungo dito scheletrico, oltre che per estrarre le larve dai tronchi, anche per intingere acqua e bere.. Come fa? Tuffa rapidamente il terzo dito nell'acqua e se lo porta alle labbra, succhiando le gocce che ne colano. Ripete questo gesto da 40 a 50 volte il minuto. Conduce vita esclusivamente arboricola nelle foreste pluviali con sottobosco di bambù; emette un richiamo che è uno stridio acuto.
Il nostro ha inoltre un grosso problema...gli indigeni non lo amano, anzi ne hanno una paura folle!
Questi primati, infatti, sono considerati: portatori di sventura, malattie, disastri o morte.
Essere indicati da un aye - aye, infatti, vuol dire essere condannati a morte, mentre secondo gli indigeni Sakalava l'aye - aye è addirittura l'esecutore delle sentenze del diavolo: si siede sul petto del predestinato e gli buca il cuore nel sonno col dito medio.

Certo insomma.... esce di notte, solo a tarda notte, lancia urli agghiaccianti ed è brutto! solo i disegnatori del cartoon Madagascar sono stati in grado di bypassare tutto, usandolo per il personaggio di Maurice, maggiordomo del folle Re Julian!

venerdì 28 gennaio 2011

Le invenzioni di Erasmus Darwin....

La Macchina Parlante




I talenti inventivi di Darwin erano molto adatti alla creazione di una macchina parlante. Per questo egli necessitava sia di una teoria sulla fonetica che di un meccanismo per produrre i suoni richiesti.
La teoria nella sua forma matura fu pubblicata trenta anni dopo in “Analisi dei suoni Articolati”, stampata come nota nel “Tempio della natura”.
Darwin divide i suoni componenti le parole in quattro classi, (1) suoni continui, vocali; (2) suoni sibilanti; (3) semi vocali, un misto di (1) e (2); e (4) suoni interrotti, o consonanti.
Egli analizza le vibrazioni dell’aria che generano ognuno. Le vocali, per esempio:

Sono prodotte da flussi di aria passanti da polmoni durante la respirazione attraverso la laringe; [essa] è fornita di molti piccoli muscoli, che attraverso la loro azione danno appropriata tensione all’estremità di questo tubo; e i suoni, suppongo, sono prodotti dall’aprirsi e chiudersi della sua apertura; qualcosa di simile ai registri a tromba degli organi, come può essere osservato soffiando attraverso la trachea di un’anatra morta……

E similmente per sibilanti, semi-vocali e consonanti, con moltissimi dettagli. Egli quindi descrive esattamente la formazione di ciascun suono:

P. Se le labbra sono chiuse strettamente a un po’ d’aria è compressa nella bocca dietro di esse, all’apertura delle labbra la consonante muta P inizia una sillaba……

E in modo simile per ogni altro suono. Egli trova la maggiore difficoltà, dice, con le vocali, specialmente nel decidere dove esattamente nella bocca esse sono modulate.
Guidato da una versione precedente di questa teoria, egli comincia a costruire la sua macchina parlante, che descrive in questo modo:

Ho escogitato una bocca di legno con labbra di soffice cuoio, e con una valvola sulla sua parte posteriore che funge da narici, entrambe le quali possono essere aperte velocemente o chiuse con la pressione delle dita; la vocalità era fornita da un nastro di seta della lunghezza di circa un pollice (2,54 cm) e larga ¼ di pollice (circa 0,64 cm) stirata tra due pezzetti di vetro lisciato leggermente incavato; così che quando una gentile corrente d’aria generata da un soffietto era soffiata sul bordo del nastro, esso dava un tono gradevole, mentre vibrava tra i lati di legno, molto simile a una voce umana. Questa testa pronunciava “p”, “b”, “m”, e la vocale “a”, con tale accuratezza da ingannare chi la sentiva senza vederla, quando pronunciava le parole “mama”, “papa”, “map”, e “pam”; e aveva un tono altamente flebile, quando le labbra venivano gradualmente chiuse.

La macchina non fu mai completata perché “altre mie occupazioni me l’hanno impedito”, ma probabilmente “non avrebbe richiesto più di tredici movimenti”. Egli credeva che sarebbe potuto essere collegata a un pianoforte per eseguire una canzone con accompagnamento. Egli credeva anche con troppo ottimismo probabilmente, che “se costruita in dimensioni gigantesche”, la macchina “avrebbe potuto parlare così forte da comandare un’armata o dare istruzioni a una folla!
“.
Anche la versione incompleta della macchina parlante creò sensazione ovunque essa parlasse. Non c’era stato mai niente di simile prima, anche se Vaucanson costruì nel 1736 una macchina in grado di eseguire armonie musicali. Gli amici Lunari di Darwin furono grandemente impressionati: dopo questo “tour de force” la sua reputazione come inventore era assicurata. Sfortunatamente né la macchina parlante né alcun di disegno della stessa è sopravvissuto.

La Macchina Volante




Una lungimirante invenzione del 1777 è l’affascinante “uccello artificiale” o “anatra artificiale”, con ali che battevano mosse da una molla da orologio. Darwin la descrive in questo modo:

Fate in maniera che una molla da orologio sia fissata da un lato a un’intelaiatura e dall’altro avvolta intorno ad un asse; a ciascuna estremità dell’asse ponete un ingranaggio con denti con tale forma e modo che essi possano muovere un’ala, come l’ala di un pipistrello, oppure come il ventaglio di una dama, un dente spingendolo verso il basso, un altro dente spostandola verso il corpo, un altro ancora portandola verso l’alto, e un quarto allontanandola di nuovo dal corpo. N.B. Un bordo dell’ala deve essere fissato il corpo e l’altro a una specie di bastoncino da ventaglio fatto con un aculeo di porcospino. La coda di piume allargata e giacente obliquamente rispetto all’azione delle ali, o meglio obliquamente alla sua traiettoria nell’aria.

Nella vista principale come disegnata, l’aculeo di porcospino è sostituito da un sottile filo d’acciaio.
Il progetto di Darwin è stato accuratamente analizzato da Clive Hart, che seguì l’azione di tacche e denti in dettaglio. Hart dimostrò che Darwin aveva cambiato idea e migliorato i movimenti ciclici dell’ala.

Prima che il volo inizi, l’ala giace piegata all’indietro, accostata al corpo. Il ciclo è quindi il seguente: (1) allontanamento dal corpo, il bordo d’entrata che si muove radialmente in avanti con perno sul punto x, come un ventaglio che si apre; (2) verso il basso, mentre è completamente distesa; (3) all’indietro e verso il corpo per deviare il vento; (4) verso l’alto, chiusa.

Hart chiama questa sequenza “veramente originale”: “nessuno prima di lui, per quanto ne sappia, ha mai suggerito nulla di simile sia in merito da ali artificiali che come spiegazione del volo degli uccelli”. Darwin “è molto più vicino alla verità sul volo degli uccelli” di ognuno dei suoi numerosi predecessori.
Poche pagine dopo, nel “Commonplace Book” Darwin perfeziona il suo meccanismo di azionamento a molla da orologio. Inizialmente suggerisce un riavvolgitore in volo azionato da un motore a polvere da sparo (un anello a ciambella di nove piccole cariche innescate da una miccia a lenta combustione). La sua seconda idea è più affascinante: “Ma il modo più semplice, e migliore, sarebbe quello di riempire d’aria compressa una sfera di rame”. Egli mostra la sfera con un lungo tubo attaccato, in quel tubo scorre un pistone collegato a un filo rigido collegato alla molla da orologio. Quando la molla si svolge, il cavo attiva una valvola che permette l’emissione di un impulso di aria compressa per riavvolgere la molla. La sorgente di potenza è assolutamente praticabile, tanto è vero che è stata utilizzata per azionare le superfici di controllo di molti missili guidati moderni.
Successivamente sviluppò metodi per superare due dei tre principali ostacoli al volo artificiale, precisamente la generazione di spinta verso l’alto e spinta in avanti, e la possibilità di fornire potenza adeguata allo scopo. Egli non risolse il terzo ostacolo, il problema della stabilità aerodinamica. Come conclude Hart, naturalmente, l’uccello di Darwin è “il primo, dopo duemila anni di speculazioni, che abbia descritto, anche se sommariamente, il necessario per un motore e le modalità del ciclo di volo delle ali. Per questo merita un posto speciale nella storia dell’aviazione”.

lunedì 24 gennaio 2011

Carnevale della Biodiversità


Cari lettori,

PARTECIPERO' AL CARNEVALE DELLA BIODIVERSITA'

Ecco il Bando:

la prossima edizione del carnevale della biodiversità è programmata per il:

12 Febbraio 2011.

La data, come ben sapete, non è casuale: è la ricorrenza del 202° compleanno di Charles Darwin, e ci piace l’idea di poterlo celebrare con voi tutti. Il tema portante di questa edizione sarà:

Biodiversità e adattamenti: La lotta costante per il cibo e lo spazio
tema intorno a cui ruoteranno tutti i post che i vari blogger svilupperanno in base al loro stile e inclinazioni personali.

Questa seconda edizione del carnevale sarà ospitata dal blog Leucophaea, al cui autore, Marco Ferrari, andranno indirizzati i post per consentirgli la stesura della review.
In questa edizione la biodiversità sarà arricchita dalla partecipazione di ulteriori blogger che desiderano partecipare insieme con noi al Carnevale, per cui, signori blogger, siete sicuramente in tempo a candidarvi.

Al momento i blog partecipanti sono i seguenti:

Biosproject: Earth
Continuo proceso de cambio
Divagatori scientifici
Erba volant
Evolve or die
Gravità zero
Il pollice del panda
Leucophaea
L’orologiaio miope
Paperfish fish biology in progress
Mahengechromis Divagazioni di un ciclidofilo
Theropoda

Non ci resta che aspettare con ansia di leggere i contributi che arricchiranno questa seconda edizione e augurare a tutti gli autori buon lavoro.

Il gruppo coordinatore

domenica 31 ottobre 2010

Tardigrades Mania

Se siete arrivati qui da Pikaia dopo aver letto l'intervista da me fatta al Dott. Guidetti...vi immagino ansiosi di vedere le sue immagini...eccole..

la casa a forma di tardigrado



tardigradi scolpiti



nei fumetti



in poesia



da parte mia aggiungo:

tardigrades for all seasons









ad ogni modo il mio preferito in assoluto è la versione plush di Hypsibius dujardini



e se lo volete in versione Singing in the rain

http://www.giantmicrobes.com/us/products/waterbear.html



HAVE MUCH FUN !!!!!