lunedì 11 luglio 2011

Mary Anning



Ho messo questa immagine di Mary rielaborata da me, perchè non mi piace per nulla l'orrido ritratto che si trova su qualsiasi motore di ricerca....intendo questo

Allora come promesso ecco i libri adatti per i ragazzi, tenete presente che sono in lingua inglese!





The Fossil Girl: Mary Anning's Dinosaur Discovery
di Catherine Brighton

molto visivo questo:



Stone Girl Bone Girl: The Story of Mary Anning
di Laurence Anholt




Rare Treasure: Mary Anning and Her Remarkable Discoveries
di Don Brown....non Dan Brown !!!




Mary Anning: Fossil Hunter

di Sally M. Walker

Per una lettura estiva...




The Dragon in the Cliff: A Novel Based on the Life of Mary Anning

di Sheila Cole


Cliccando sui titoli andrete in una pagina ove vi sono anteprime e molte informazioni sui libri.

Buona lettura!

mercoledì 6 luglio 2011

Tycho Brahe: una vita...da protagonista!





Genio e sregolatezza, passione e follia, audacia e superbia: sono questi i termini più adatti e significativi per descrivere e raccontare la biografia di uno personaggi più importanti e affascinanti di tutta la storia dell’astronomia: Tycho Brahe.

Nato il 14 dicembre del 1546 in Danimarca, nel Castello di Knutstorp, Tycho era figlio di Otto Brahe e Beate Bille, due importanti membri della nobiltà danese. Purtroppo però, la sventura bussò prestissimo alla sua porta: alla tenera età di 2 anni, egli venne rapito dallo zio paterno, Jorgen Brahe, in quanto quest’ultimo non aveva figli.
Ed ecco che immediatamente, dopo questa shocking news, i nostri pensieri vanno, oltre che al povero Tycho in fasce, anche ai genitori, disperati e in lacrime per il tragico avvenimento… O forse no?
La risposta è, tragicamente, no! I genitori di Tycho non fecero assolutamente nulla per riaverlo con sé, e dunque il giovane ragazzo studiò astronomia a Copenaghen, Wittenberg e Basilea, aiutato economicamente dallo zio-rapitore. Anche questo è uno dei misteri dell’astronomia!

Già da ragazzo, comunque, e nonostante le sue travagliate vicende biografiche, egli dimostrò uno spiccato senso d’osservazione, e capì ben presto che il progresso nella scienza astronomica poteva essere ottenuto solo con un’osservazione rigorosa e sistematica, attraverso l’uso di strumenti accurati e precisi.

Fondamentale nella fantastica biografia del nostro Tycho, però, è anche il suo naso. Già, avete capito bene: il naso! Quando era ancora studente, infatti, egli ebbe una discussione con un certo Manderup Parsbjerg durante un ballo a casa di un suo professore universitario, e nel duello al buio che ne seguì, egli perse parte del setto nasale. Per tutto il resto della sua vita Tycho fu dunque costretto a portare una protesi d’oro rosso, anche se recenti studi sui resti del suo corpo indicherebbero che il materiale della protesi in realtà fosse rame. L’ipotesi più plausibile è che il povero Tycho indossasse una protesi d’oro rosso (molto pesante) durante i ricevimenti mondani mentre invece indossasse una protesi di rame nella vita di tutti i giorni.

Nel novembre del 1572 Tycho osservò una nuova stella molto luminosa nel cielo, improvvisamente apparsa nella costellazione di Cassiopea. Poiché fin dall’antichità si riteneva che il mondo delle stelle fisse fosse immutabile ed eterno, questa scoperta fu un’importante conferma e un grande appoggio per la confutazione dell’immutabilità delle sfere celesti. Tycho pubblicò nel 1573 un piccolo libro, De Stella Nova, nel quale egli descriveva una “nuova stella”, che oggi noi sappiamo essere una supernova. Brahe credeva in un modello ibrido geo-eliocentrico, detto poi tyconico, secondo il quale tutti i pianeti ruotavano attorno al sole, e questo sistema poi ruotava attorno alla Terra immobile e al centro dell’Universo.

L’intelligenza e l’abilità di Tycho non passarono di certo inosservate e Federico II, re di Danimarca, per timore di perderlo gli donò l’isola di Hveen e si impegnò a costruirgli un osservatorio a spese dello stato. Nacque così un maestoso edificio chiamato Uranjborg (castello del cielo), nel quale egli compì numerose ed importanti osservazioni. Il castello infatti possedeva torri di osservazione con tetti mobili, una biblioteca, un laboratorio di alchimia e altri locali di lavoro.

Purtroppo però, conosciamo bene il titanico carattere del nostro caro Tycho, e non ci deve sorprendere il fatto che, esaltato e megalomane, egli iniziò ben presto a tiranneggiare i poveri abitanti dell’isola. Si circondò persino di una buffissima “corte”, composta da un “nano-buffone” che pranzava sotto la tavola e da un alce come “animaletto domestico”, che Tycho portava a tutte le feste e che morì cadendo dalle scale dopo una serata particolarmente alcolica a base di birra. Prosit!

Brahe si trasferì a Praga nel 1598 a causa di disaccordi insanabili con il nuovo re di Danimarca Cristiano IV. A Praga l’imperatore Rodolfo II d’Asburgo gli consentì di costruire un nuovo osservatorio nel quale Tycho compì osservazioni con un’accuratezza impareggiabile per i suoi tempi. Nel 1599 Tycho invitò a Praga Keplero per assisterlo nelle sue ricerche.

Al termine di una vita così tormentata e ricca di esperienze di tutti i tipi, la morte di Tycho non poteva che essere un fitto e intricato “cold case”, degno delle più importanti indagini stile telefilm americano!

Tycho spirò a Praga il 24 ottobre 1601, e la tradizione narra che egli morì a causa della lacerazione totale della vescica avvenuta durante un banchetto, in quanto abbandonare la tavola prima della conclusione del pranzo era considerato l’apice della maleducazione e della scortesia.

Tuttavia, è necessario vederci chiaro, perché non tutto è ciò che sembra: recenti investigazioni fanno supporre che Brahe morì avvelenato involontariamente da mercurio, che egli utilizzava per i suoi studi di alchimia; il tutto appare però poco plausibile, dato che Tycho ben conosceva la pericolosità del mercurio.

Una nuova ipotesi afferma che egli fu assassinato da un sicario del Re Cristiano IV. Ma a questo punto sorge spontanea una domanda ...che “c’azzecca” Cristiano con Tycho? Pare che l’irruente giovine fosse venuto a conoscenza del fatto che Tycho fosse il suo vero padre...lui in questo caso sarebbe stato frutto di una “scappatella” tra la regina e il nostro astronomo! Per cui... vendetta tremenda vendetta (Amleto docet) ....da qui l’origine della frase “ c’è del marcio in Danimarca” ?



Dal 15 al 21 novembre 2010, la salma di Tycho è stata riesumata a Praga per ulteriori analisi e approfondimenti: riusciranno gli scienziati guidati dall’archeologo danese Jens Vellev, dell’Università di Aarhus, a scogliere il mistero?
La risposta è prevista prima della fine di quest’anno! Quindi armiamoci di pazienza!
Ed eco un'immagine del tipo..CSI Prague



Per chi ama il genere horror ....altre
foto delle spoglie di Tycho
:

Vi lascio con un consiglio di lettura:

L'uomo dal naso d'oro. Tycho Brahe e Giovanni Keplero: la strana coppia che rivoluzionò la scienza di Kitty Ferguson

venerdì 1 luglio 2011

Staminabilia



Le cellule staminali sono cellule primitive non specializzate dotate della singolare capacità di trasformarsi in diversi altri tipi di cellule del corpo.
Per poter essere definita come staminale una cellula deve soddisfare le seguenti proprietà:
• Autorinnovamento: capacità di compiere un numero illimitato di cicli replicativi mantenendo il medesimo stadio di differenziazione
• Potenza: capacità di dare origine a una o più specie cellulari

Sebbene le cellule staminali siano dotate di un potenziale replicativo illimitato, sono normalmente quiescenti (fase G0 del ciclo cellulare) e solo di rado entrano in mitosi. Infatti la parte più consistente del "lavoro replicativo" che porta all'incremento numerico della progenie delle cellule staminali in funzione dell'accrescimento o della riparazione dei tessuti, viene svolto da cellule non staminali definite progenitrici o transit amplifying cells (TAC), derivate direttamente dalle cellule staminali, ma parzialmente differenziate e prive della capacità di autorinnovamento. Questa strategia replicativa, che limita il numero di eventi replicativi a cui una cellula staminale va incontro, si fonda probabilmente su due importanti principi tra loro collegati:

• Stretto controllo del numero di cellule staminali: ogni cellula staminale occupa una propria nicchia biologica definita da una complessa rete di segnali biochimici, che probabilmente forniscono anche alla cellula staminale le informazioni necessarie sul momento opportuno per replicarsi.
• Conservazione dell'integrità del genoma delle cellule staminali: un basso numero di replicazioni riduce il rischio di danni al DNA, cioè di mutazioni che provocherebbero danni gravissimi.

Classificazione

La classificazione avviene secondo 2 criteri:

1) In base alle potenzialità si possono distinguere quattro tipi di cellule staminali:

• Una singola cellula staminale totipotente può svilupparsi in un intero organismo e persino in tessuti extra-embrionali. Le cellule che formano lo stadio di sviluppo detto blastula posseggono questa proprietà.
• Le cellule staminali pluripotenti possono specializzarsi in tutti i tipi di cellule che troviamo in un individuo adulto ma non in cellule che compongono i tessuti extra-embrionali.
• Le cellule staminali multipotenti sono in grado di specializzarsi unicamente in alcuni tipi di cellule.
• Le cellule staminali unipotenti possono generare solamente un tipo di cellula specializzata.

2) Secondo la sorgente di derivazione, come cellule staminali: adulte, embrionali, amniotiche
e fetali.

1. Le cellule staminali adulte sono cellule non specializzate reperibili tra cellule specializzate di un tessuto specifico e sono prevalentemente multipotenti.
2. Le cellule staminali embrionali sono ottenute a mezzo di coltura, ricavate dalle cellule interne di una blastocisti. L'utilizzo di cellule staminali embrionali ha sollevato un grosso dibattito di carattere etico. Difatti per poter ottenere queste cellule si rende necessaria la distruzione di una blastocisti, un embrione non ancora cresciuto sopra le 150 cellule; tale embrione sviluppandosi darebbe origine ad un essere umano e la sua distruzione equivarrebbe all'uccisione di un essere umano già concepito.
• Le cellule staminali amniotiche si trovano nel liquido amniotico che circonda il feto durante la gestazione. Le cellule staminali amniotiche hanno caratteristiche biologiche molto simili alle staminali embrionali, ma non hanno le controindicazioni di tipo etico legate alla distruzione dell'embrione.
• Le cellule staminali fetali con caratteristiche multipotenti, sono presenti nell'utero, nel corso dello sviluppo fetale, e vengono ottenute da feti abortiti spontaneamente o da interruzioni di gravidanza.