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martedì 12 giugno 2012
martedì 5 giugno 2012
Mi sono innamorata dei Truffula Trees !
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Giorni fa ho visto il film The Lorax tratto dall'omonimo romanzo del Dr. Seuss,al secolo Theodor Seuss Geisel, scrittore e fumettista statunitense, autore di ben 60 libri per bambini, che sono stati spesso caratterizzati da una straordinaria fantasia di personaggi, e da utilizzi frequenti di rime e di metri trisillabici...famosissimo in America, ma quasi sconosciuto in Italia...
non conoscete neanche il Grinch?
Il film racconta una bellissima fiaba ecologica, ma quello che più mi ha incantato è stata la visione degli immaginari Truffula Trees!!!
Il Dr. Seuss lì disegna e descrive così:

Questi alberi hanno un tronco sottile a striscie bianche e nere...(vi immaginate le Biston betularius di darwiniana memoria su questi tronchi??? un delirio per loro!)...ma continuiamo... I Truffula hanno al posto della chioma un grosso batuffolo,solitamente rosso, arancio, giallo, rosa, o più raramente viola.
Queste chiome sono più soffici della seta ed emettono un profumo di" butterfly milk". Occorrono 20 anni perchè raggiungano le dimensioni tipiche della specie!
Questi alberi devono aver colpito molte persone, perchè in questi giorni, conoscendo la mia passione per la botanica alcuni amici mi hanno scritto se esistessero alberi, che ricordano vagamente i Truffula. Vediamo.....
L'aspetto soffice e piumoso lo potremmo trovare nella Xanthorrhoea australis
originaria dell'Australia, nota anche come Grass tree o Black Boy. Ha un tronco sottile che sulla sommità porta foglie, che formano una sfera perfetta piumosa e morbida!

Ma sono i fiori meravigliosi della Albizia julibrissin , una Mimosacea, che ricordano i colori dei Truffula Trees!
Il nome è un omaggio al naturalista fiorentino Filippo degli Albizi, che per primo la introdusse in Europa nel 1740 da Costantinopoli, è nota infatti come Acacia di Costantinopoli. Eccola.....


Esiste anche una varietà chiamata Summer chocolate, che dite sarebbe piaciuta al Lorax?

Ma per ottenere il profumo di " butterfly milk" dobbiamo solo annusare queste diverse specie di acacia:
Calliandra haematocephala

la nostra Acacia dealbata ...meglio conosciuta ai più come la mimosa dell'8 marzo!

o la mia tenera, quando non ti punge, Mimosa pudica ,nota ai miei allievi col nome di mimosa sensitiva.

Concludendo penso proprio che il Dr. Seuss abbia sfogliato un libro con immagini di Mimosaceae, prima di disegnare i Truffula Trees!
Dato che i batuffoli dei Truffula mi ricordano tanto lo zucchero filato...vi lascio con un'idea dolce : Truffula Trees Cupcakes !

Rimango con un dubbio esistenziale...cosa diamine è il "butterfly milk" ????

Giorni fa ho visto il film The Lorax tratto dall'omonimo romanzo del Dr. Seuss,al secolo Theodor Seuss Geisel, scrittore e fumettista statunitense, autore di ben 60 libri per bambini, che sono stati spesso caratterizzati da una straordinaria fantasia di personaggi, e da utilizzi frequenti di rime e di metri trisillabici...famosissimo in America, ma quasi sconosciuto in Italia...
non conoscete neanche il Grinch?
Il film racconta una bellissima fiaba ecologica, ma quello che più mi ha incantato è stata la visione degli immaginari Truffula Trees!!!
Il Dr. Seuss lì disegna e descrive così:

Questi alberi hanno un tronco sottile a striscie bianche e nere...(vi immaginate le Biston betularius di darwiniana memoria su questi tronchi??? un delirio per loro!)...ma continuiamo... I Truffula hanno al posto della chioma un grosso batuffolo,solitamente rosso, arancio, giallo, rosa, o più raramente viola.
Queste chiome sono più soffici della seta ed emettono un profumo di" butterfly milk". Occorrono 20 anni perchè raggiungano le dimensioni tipiche della specie!
Questi alberi devono aver colpito molte persone, perchè in questi giorni, conoscendo la mia passione per la botanica alcuni amici mi hanno scritto se esistessero alberi, che ricordano vagamente i Truffula. Vediamo.....
L'aspetto soffice e piumoso lo potremmo trovare nella Xanthorrhoea australis
originaria dell'Australia, nota anche come Grass tree o Black Boy. Ha un tronco sottile che sulla sommità porta foglie, che formano una sfera perfetta piumosa e morbida!

Ma sono i fiori meravigliosi della Albizia julibrissin , una Mimosacea, che ricordano i colori dei Truffula Trees!
Il nome è un omaggio al naturalista fiorentino Filippo degli Albizi, che per primo la introdusse in Europa nel 1740 da Costantinopoli, è nota infatti come Acacia di Costantinopoli. Eccola.....


Esiste anche una varietà chiamata Summer chocolate, che dite sarebbe piaciuta al Lorax?

Ma per ottenere il profumo di " butterfly milk" dobbiamo solo annusare queste diverse specie di acacia:
Calliandra haematocephala

la nostra Acacia dealbata ...meglio conosciuta ai più come la mimosa dell'8 marzo!

o la mia tenera, quando non ti punge, Mimosa pudica ,nota ai miei allievi col nome di mimosa sensitiva.

Concludendo penso proprio che il Dr. Seuss abbia sfogliato un libro con immagini di Mimosaceae, prima di disegnare i Truffula Trees!
Dato che i batuffoli dei Truffula mi ricordano tanto lo zucchero filato...vi lascio con un'idea dolce : Truffula Trees Cupcakes !
Rimango con un dubbio esistenziale...cosa diamine è il "butterfly milk" ????
martedì 29 maggio 2012
Jack Horner at Milan NH Museum
Nice Jack Horner said in Milan the idiom " as scarce as hen's teeth" will not longer used !!!

Source:LiveScience
L'immagine spiega bene il procedimento, io comunque sono solo una persona che da sempre ama i dinosauri, per informazioni tecniche...rivogersi al Blog Theropoda di Andrea Cau.
Source:LiveScience
L'immagine spiega bene il procedimento, io comunque sono solo una persona che da sempre ama i dinosauri, per informazioni tecniche...rivogersi al Blog Theropoda di Andrea Cau.
martedì 22 maggio 2012
Un libro nel mio destino

Questo post partecipa al Carnevale dei libri di scienza #8, ospitato dal Blog Gattivity.
Sono sicura che i miei amici e anche coloro che arrivano solo oggi qui sul mio Blog, non possono avere dubbi su quale è stato il libro che ha cambiato il mio destino; è ovviamente "L'Origine delle specie" di Charles Darwin, il cui titolo originale è :
On the Origin of Species by Means of Natural Selection, or the Preservation of Favoured Races in the Struggle for Life.

Questo libro, non ha cambiato solo la mia vita, ma il modo con cui l'uomo guarda alla Natura.
Devo dire che quando io frequentavo i corsi, per conseguire la Laurea di Biologia, presso l'Università Statale di Milano, tutti i docenti facevano un gran parlare di Evoluzione, ma non è mai successo che qualcuno ci parlasse di Darwin e del travaglio che lo ha portato alla formulazione della sua teoria. Finchè un giorno uscendo dal corso di Zoologia I decisi di entrare nella libreria più vicina e comprare una copia L'Origine delle specie.
Arrivata a casa mi buttai sul libro (proprio quel libro, ormai formato da foglietti svolazzanti è ancora qui nella mia libreria).
Darwin inizia in modo molto soft, dedicando i primi due capitoli alla variazione allo stato domestico, su cui lui stesso aveva sperimentato a lungo.Ricordo di aver pensato...va beh fin qui nulla di sconvolgente.
La botta improvvisa arriva subito all'inizio del 3° Capitolo : Lotta per l'esistenza
dove scrive:
Noi vediamo la superficie della natura, splendente di letizia; spesso vediamo una sovrabbondanza di alimenti e non vediamo, o dimentichiamo che gli uccelli, che cantano oziosamente intorno a noi, vivono per lo più di insetti e di semi e quindi distruggono continuamente la vita. Oppure dimentichiamo in quale misura altri uccelli ed animali da preda distruggono questi cantori, o le loro uova o i loro nidiacei. Non ricordiamo sempre che, anche se l'alimento può essere sovrabbondante in questo momento, non lo è in tutte le stagioni, un anno dopo l'altro
Cosa significa? in pratica quando noi ci troviamo a guardare un prato, al limitare di un bosco, in una bella giornata di maggio, tutto ci appare meraviglioso ed inebriante; certo non pensiamo al crudele "gioco del chi mangia chi" che sta avvenendo sotto i nostri occhi estasiati!
E qui mi vengono in mente i visi dei miei allievi, che pian piano, mentre io parlo, sembrano rannuvolarsi e incupirsi, già accettando a livello inconscio la realtà contenuta nel testo di Darwin.
poi arrivano gli esempi:
- Si può affermare che, in tempo di carestia, due appartenenti alla famiglia dei Canidi lottano effettivamente fra di loro per decidere chi prenderà il cibo e vivrà.
- Ma anche di una pianta ai margini del deserto si dice che lotta per la vita contro la siccità, anche se sarebbe più esatto dire che dipende dall'umidità.
-Di una pianta che produce annualmente un migliaio di semi, uno solo dei quali, in media, giunge a maturazione, possiamo più giustamente dire che lotta con le piante della stessa e di altre specie che già rivestono il suolo.
I ragionamenti di Darwin sono lucidi, perfetti, inattacabili...e ti cambiano dentro.
Il libro prosegue poi con il capitolo relativo alla selezione naturale, molto bello e ricco di esempi, tutto tranquillo; i presupposti erano già stati chiariti prima!
Bellissimo il finale:
C'è qualcosa di grandioso in questa idea della vita, con le sue infinite potenzialità, originariamente infuse in pochissime o in una sola forma; e, mentre questo pianeta continua a ruotare seguendo le immutabili leggi della gravità, da un inizio così semplice infinite forme, bellissime e meravigliose, si sono evolute e si stanno ancora evolvendo.
metto anche l'originale in inglese, perchè è sublime:
There is grandeur in this view of life, with its several powers, having been originally breathed into a few forms or into one; and that, whilst this planet has gone cycling on according to the fixed law of gravity, from so simple a beginning endless forms most beautiful and most wonderful have been, and are being, evolved
Invito tutti alla lettura completa del testo, anche perchè sono convinta che poche persone lo abbiano realmente fatto, persino i nemici più acerrimi di Darwin!
E il prossimo mese, tutti qui da Me a parlare di piante !
domenica 13 maggio 2012
Ove si parla di rime e mimetismo...ma soprattutto di rime

Da tempo volevo scrivere questo post, dedicato all'amico Marco Barozzi, che sul suo Blog Popinga ha tradotto per me e messo in rima la mia poesia inglese preferita.
Naturalmente io sono solo una biologa e con le rime non ci sò proprio fare, per cui mi sono lanciata su una storia che racconta di mimetismo in rima!
Uno dei più famosi esempi di mimetismo batesiano riguarda i Serpenti ed in particolare alcuni serpenti che vivono negli Stati Uniti.
Vediamoli:
• Serpente corallo ( Coral snake ) Micrurus fulvius
– Famiglia Elapidi (Elapidi: un nome, un programma ! io dico quando nasci da una
famiglia con un nome così funesto il tuo destino è già segnato!)
serpente velenosissimo, ovvio
• Serpente del latte ( Milk Snake ) Lampropeltis triangulum
- Famiglia Colubridi (gente normale), che è un mimo innocuo del corallo
Questi animali , pur presentando entrambi bande rosse, gialle e nere alternate, hanno le bande disposte in modo differente; fatto che permette di distinguerli. vediamo
serpente corallo

serpente del latte

Allora osservando attentamente le bande notiamo che nel serpente corallo la banda rossa è affiancata da due righe gialle, mentre nel serpente del latte la banda rossa è affiancata da due righe nere.
Certo non è una differenza facile da memorizzare, per cui è stata creata la seguente rima:
Da rosso a nero,
sicuro è il sentiero
Da rosso a giallo
è proprio un corallo
Il consiglio, però è , in caso di un incontro con uno di questi signori, darsela a gambe, senza controllare le strisce! anche perchè questi serpenti sono di piccole dimensioni.
Ma veniamo ora al tema del post....le rime
Allora breve ragionamento: questi serpenti vivono solo in America (anche se il regista Ridley Scott, nel suo film " Il gladiatore", fa infilare un serpente corallo nel letto del senatore Gracco, a ROMA...cioè "al mio segnale scatenate l'ignoranza zoologica") ; la rima è in italiano (sarebbe bello poterle attribuire un autore), quindi per anni io e i miei allievi ci siamo chiesti quale fosse l'originale rima made in USA.
Inaspettatamente poco tempo fa ho trovato le risposte !
Un personaggio leggendario chiamato "Fat" Jack Loticus creò la rima nel 1862
Red touches yellow,
kills a fellow.
Red touches black,
friend of Jack
Ci sono altre varianti di questa rima, nei diversi stati americani, come:
Red touch yellow, kills a fellow. Red touch black, venom lack.
Red touch yellow, death says hello. Black touch red, keep your head.
Yellow touch red, you be dead. Red touch black, eat Cracker Jack.
Red and yellow mingle, bite feel a tingle. Red and black hug, sing a song, you lug.
Red leans on yellow, legs turn to jell-o. Red leans on black, keep a strong back.
Mi ha fatto piacere che anche l'autore di queste ricerche,( dopo aver raccomandato di non uccidere i serpenti, per la continuità della specie) concludesse suggerendo, come faccio di solito io, di non sforzarsi di ricordare la rima, ma di allontanarsi velocemente!
Lui però lo fa in rima:
Just leave snakes alone, chappy,
and everybody goes home happy
sabato 7 aprile 2012
Parliamo di uova...ma non proriamente di Uova di Pasqua!
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Comunque quale periodo più propizio per parlare di uova...di tutti i tipi !
Allora io inizierei con un Guinness delle Uova. Per avere un termine di paragone noto a tutti, diciamo che l'uovo di gallina ha un'altezza di 5,5 cm e pesa 60g.
Il più grande uovo di uccello mai deposto sulla Terra appartiene ad un uccello endemico del Madagascar, estinto nel XVII secolo : l'Uccello Elefante Aepyornis maximus . Si ritiene che fossero i più grandi uccelli mai esistiti, appartenevano all'Ordine degli Struzioniformi e come i loro discendenti attuali erano incapaci di volare. Potevano misurare fino a 3 m e più d'altezza, per un peso di oltre mezza tonnellata. Le loro uova avevano una circonferenza di oltre un metro ed una lunghezza di più di 35 cm; il loro volume era circa 160 volte quello di un uovo di gallina. Ecco un'immagine tanto per avere un'idea di cosa stiamo parlando.

Il più grande uovo di un uccello vivente appartiene allo Struzzo Struthio camelus ; l'uovo ha un'altezza di 18 cm, diametro 15 cm, pesa 1500 g ed equivale a 25 uova di gallina.E' commestibile, buono sodo (dopo sole due ore di cottura) o alla coque , basta trovare la pentola adatta!
Un altro uovo notevole è l'uovo del Casuario Casuarius casuarius grosso uccello dall'aspetto, ma anche mi dicono anche dalle abitudini, piuttosto aggressive...
alto fino 1,8 metri per 58 kilograms di peso ; ha zampacce con artigli lunghi 12 cm, con cui può uccidere cani e umani, se è provocato, non ha un buon carattere...stare alla larga ! vive in Nuova Guinea e nel Queensland. Nella foga di descrivere la mite bestiola ho dimenticato l'uovo : altezza di 13,5 cm, pesa 650 g.

Immagine anni '40 forse un po' esagerata !!! ma ci può stare...
Anche l'australianissimo Emù depone grandi uova, già colorate in verde per la Pasqua !

Posso non citare il sudamericano Nandù? No di certo visto che Darwin aveva scoperto la specie minore Rhea darwini , appunto!
Le uova del nandù maggiore hanno un'altezza di 13 cm e pesano 600 g e poi sono colorate di un bel giallo primavera!

Ed eccoci infine al caso opposto.....Il più piccolo uovo di un uccello vivente appartiene al Colibrì di Vervain Mellisuga minima dalle dimensioni di un pisello, 1 cm per 0,375 g. Ecco il minuscolo colibrì dipinto dalla grandissima Marianne North

Ma non abbiamo finito: ora vediamo l'uovo più grande rispetto alle dimensioni della femmina che lo produce....è l'uovo di uno dei più buffi uccelli esistenti, quasi un mammifero in raltà, il Kiwi neozelandese Apteryx australis

La femmina del kiwi depone un uovo di 450 g che, come si evince dall'immagine,rappresenta il 25% del peso della madre. Immaginiamo le difficoltà di questa povera femmina nel portare un uovo di tali dimensioni...nei filmati infatti, quando mancano pochi giorni alla deposizione, si vede la poveretta camminare a zampe divaricate ondeggiando il corpo, infelice! non vi mostro l'immagine dell'uscita di questo uovo mostruoso, perchè è veramente terrificante.

Si è a lungo dibattuto sul significato evolutivo di questo uovo enorme in un uccello grosso come un pollo.Inizialmente si disse che era vantaggioso per i piccoli avere così tanta sostanza nutritizia entro l'uovo. Le uova infatti contengono il 61% di tuorlo (nelle altre specie è il 35%).I piccoli appena nati non si reggono in piedi, perchè hanno lo stomaco pieno di tuorlo e se ne stanno lì beati distesi a zampette tese a riposare sul terreno per una sessantina di ore!
L'ipotesi comunque non reggeva, in fondo queste femmine hanno uova adatte ad uccelli del peso di 13 kg, che noi abbiamo già visto sopra. Il problema era già stato posto da Stephen Jay Gould nel brano."Le uova del kiwi e la campana della libertà", nella raccolta "Bravo brontosauro". L'ipotesi oggi accettata è che i kiwi derivino da uccelli di grandi dimensioni e si siano ridotti moltissimo, per adattarsi all'ambiente di boscaglia, senza ridurre, però l'uovo.
E adesso lasciatemi dire che qui l'onnisciente Gould aveva sbagliato....i kiwi,non derivano dai giganteschi Moa neozelandesi,come aveva lui sosteneva, bensì da Emù e Casuari, come ha dimostrato l'analisi del DNA. Mi prendo qui una piccola rivincita su Mr. Gould, perchè giorni fa ho letto un suo testo dove paragonava le tesi adattamentiste neodarwiniane ai racconti per bimbi di Kipling "Storie proprio così" ...come ad esempio "L'Elefantino curioso"....direi decisamente troppo pesante come paragone!

Comunque quale periodo più propizio per parlare di uova...di tutti i tipi !
Allora io inizierei con un Guinness delle Uova. Per avere un termine di paragone noto a tutti, diciamo che l'uovo di gallina ha un'altezza di 5,5 cm e pesa 60g.
Il più grande uovo di uccello mai deposto sulla Terra appartiene ad un uccello endemico del Madagascar, estinto nel XVII secolo : l'Uccello Elefante Aepyornis maximus . Si ritiene che fossero i più grandi uccelli mai esistiti, appartenevano all'Ordine degli Struzioniformi e come i loro discendenti attuali erano incapaci di volare. Potevano misurare fino a 3 m e più d'altezza, per un peso di oltre mezza tonnellata. Le loro uova avevano una circonferenza di oltre un metro ed una lunghezza di più di 35 cm; il loro volume era circa 160 volte quello di un uovo di gallina. Ecco un'immagine tanto per avere un'idea di cosa stiamo parlando.

Il più grande uovo di un uccello vivente appartiene allo Struzzo Struthio camelus ; l'uovo ha un'altezza di 18 cm, diametro 15 cm, pesa 1500 g ed equivale a 25 uova di gallina.E' commestibile, buono sodo (dopo sole due ore di cottura) o alla coque , basta trovare la pentola adatta!
Un altro uovo notevole è l'uovo del Casuario Casuarius casuarius grosso uccello dall'aspetto, ma anche mi dicono anche dalle abitudini, piuttosto aggressive...
alto fino 1,8 metri per 58 kilograms di peso ; ha zampacce con artigli lunghi 12 cm, con cui può uccidere cani e umani, se è provocato, non ha un buon carattere...stare alla larga ! vive in Nuova Guinea e nel Queensland. Nella foga di descrivere la mite bestiola ho dimenticato l'uovo : altezza di 13,5 cm, pesa 650 g.

Immagine anni '40 forse un po' esagerata !!! ma ci può stare...
Anche l'australianissimo Emù depone grandi uova, già colorate in verde per la Pasqua !

Posso non citare il sudamericano Nandù? No di certo visto che Darwin aveva scoperto la specie minore Rhea darwini , appunto!
Le uova del nandù maggiore hanno un'altezza di 13 cm e pesano 600 g e poi sono colorate di un bel giallo primavera!

Ed eccoci infine al caso opposto.....Il più piccolo uovo di un uccello vivente appartiene al Colibrì di Vervain Mellisuga minima dalle dimensioni di un pisello, 1 cm per 0,375 g. Ecco il minuscolo colibrì dipinto dalla grandissima Marianne North

Ma non abbiamo finito: ora vediamo l'uovo più grande rispetto alle dimensioni della femmina che lo produce....è l'uovo di uno dei più buffi uccelli esistenti, quasi un mammifero in raltà, il Kiwi neozelandese Apteryx australis

La femmina del kiwi depone un uovo di 450 g che, come si evince dall'immagine,rappresenta il 25% del peso della madre. Immaginiamo le difficoltà di questa povera femmina nel portare un uovo di tali dimensioni...nei filmati infatti, quando mancano pochi giorni alla deposizione, si vede la poveretta camminare a zampe divaricate ondeggiando il corpo, infelice! non vi mostro l'immagine dell'uscita di questo uovo mostruoso, perchè è veramente terrificante.

Si è a lungo dibattuto sul significato evolutivo di questo uovo enorme in un uccello grosso come un pollo.Inizialmente si disse che era vantaggioso per i piccoli avere così tanta sostanza nutritizia entro l'uovo. Le uova infatti contengono il 61% di tuorlo (nelle altre specie è il 35%).I piccoli appena nati non si reggono in piedi, perchè hanno lo stomaco pieno di tuorlo e se ne stanno lì beati distesi a zampette tese a riposare sul terreno per una sessantina di ore!
L'ipotesi comunque non reggeva, in fondo queste femmine hanno uova adatte ad uccelli del peso di 13 kg, che noi abbiamo già visto sopra. Il problema era già stato posto da Stephen Jay Gould nel brano."Le uova del kiwi e la campana della libertà", nella raccolta "Bravo brontosauro". L'ipotesi oggi accettata è che i kiwi derivino da uccelli di grandi dimensioni e si siano ridotti moltissimo, per adattarsi all'ambiente di boscaglia, senza ridurre, però l'uovo.
E adesso lasciatemi dire che qui l'onnisciente Gould aveva sbagliato....i kiwi,non derivano dai giganteschi Moa neozelandesi,come aveva lui sosteneva, bensì da Emù e Casuari, come ha dimostrato l'analisi del DNA. Mi prendo qui una piccola rivincita su Mr. Gould, perchè giorni fa ho letto un suo testo dove paragonava le tesi adattamentiste neodarwiniane ai racconti per bimbi di Kipling "Storie proprio così" ...come ad esempio "L'Elefantino curioso"....direi decisamente troppo pesante come paragone!
martedì 3 aprile 2012
Darwin, le Viole e i Gatti



In questi giorni che vedo cupi per Darwin e per la Biologia in generale voglio proporvi questo piccolo brano d'ambientazione primaverile, che spiega le relazioni concatenate tra piante ed animali.....lascio la parola ad una persona che vorremmo fosse ancora tra noi....
Ho ragione di credere che i bombi siano indispensabili per la fecondazione della viola del pensiero Viola tricolor , perché le altre api non visitano questo fiore. ......anche il trifoglio violetto comune Trifolium pratense può essere visitato solo dai bombi, in quanto le altre api non riescono ad arrivare al nettare.Perciò sono praticamente sicuro che se, in Inghilterra, l'intero genere dei bombi si estinguesse o diventasse assai raro, la viola del pensiero ed il trifoglio violetto diverrebbero rarissimi o scomparirebbero del tutto. Il numero dei bombi in ciascun territorio dipende in alto grado dal numero dei topi campagnoli che ne distruggono i favi ed i nidi e il sig. H. Newman, che ha lungamente studiato le abitudini dei bombi, pensa che oltre i due terzi di essi siano distrutti in questa maniera in tutte le parti dell'Inghilterra. Ora, come tutti sanno, il numero dei topi dipende in larga misura dal numero dei gatti ed il sig. Newman dice: «In prossimità dei villaggi e delle piccole città ho trovato nidi di bombi in maggior numero che altrove ed attribuisco questo fatto al numero dei gatti che distruggono i topi». Dunque è perfettamente credibile che la presenza di grandi gruppi di felini in un dato territorio possa condizionare, tramite l'intervento dei topi prima e delle api poi, la densità di taluni fiori del territorio!
Charles Robert Darwin,
from On the Origin of Species, Chapter 3 Struggle for existence
Sfido ora chiunque a trovare qualcosa di negativo o criticabile in questo pezzo mirabile e sconosciuto ai più!
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