Counter


venerdì 11 febbraio 2011

QUESTIONI DI NICCHIA

Questo post è legato alla seconda edizione del Carnevale della Biodiversità, ospitato su Leucophea.



Se l'ecosistema è "la casa" di un animale, la nicchia ecologica è "la sua professione"...ebbene qual è la professione del picchio?... perforare il legno ed estrarre larve ed insetti dai tronchi degli alberi. Il picchio è una meraviglia evolutiva riunendo in sé ben 5 adattamenti:

- il becco è molto forte ed allungato
- la lingua è lunghissima ed appuntita, la usa per esplorare le cavità degli alberi e per infilzare le prede. Quando non è utilizzata si avvolge come un metro a nastro in una cavità ossea, posta entro il cranio.
- ha un cuscinetto muscolare posto a livello occipitale, per "evitare noiosi mal di testa"(avevate mai pensato al fatto che il picchio usa la testa come un martello?...e quindi tutti i contraccolpi finiscono sul suo cranio!)
- le zampe presentano artigli che gli permettono di ancorarsi al tronco
- la coda fa da appoggio-bilanciere sul tronco
Veramente mirabolante il nostro picchio, proprio per questo ricordo di averlo visto spesso, insieme all'occhio, come argomento proposto dai creazionisti.

E' uno dei loro cavalli di battaglia... ovunque sul web si trovano testi tipo "Who Designed Woodpeckers?" ..e qui si leggono perle del tipo "ma quale animale potrebbe essere così stupido da salire su un albero, forare cortecce e procurarsi atroci mal di testa...per cercare insetti che pullulano sul terreno?"

Però i picchi sono assenti in Australasia, Madagascar e Antartide. Mancano anche su tutte le isole oceaniche!


Darwin diceva:" ma nel caso di un'isola o di un paese in cui nuove forme non possono liberamente entrare, nell'economia della natura i posti sarebbero sicuramente occupati meglio se alcuni abitatori originari fossero in qualche modo modificati"

e quindi chi occupa la loro nicchia ecologica? Parecchi animali...uccelli ma anche mammiferi, che hanno sviluppato strutture particolari, che hanno le stesse funzioni del becco e della lingua del picchio! ...ma bando agli indugi vediamoli!!!

AKIAPOLAʻAU
Hemignathus munroi




Il nostro Akiapola'au appartiene alla sottofamiglia dei Drepanidini, considerati l'equivalente hawaiano dei fringuelli delle Galapagos. Sono un gruppo di Fringillidi che giunti alle Hawaii hanno occupato tutte le nicchie a disposizione; ma che differenza con i loro cugini delle Galapagos!!
I Drepanidini sono coloratissimi, bellissimi ed hanno nomi musicali...
Se Darwin fosse arrivato alle Hawaii ...chissà se avrebbe dedicato loro più tempo di quello speso per i poveri fringuelli delle Galapagos!



Fantastici Folletti delle Hawaii...ne parlerò presto in un post dedicato solo a loro!

ma tornando all' Akiapola'au, come abbiamo detto occupa la nicchia ecologica del picchio alle Hawaii. Il segreto sta nel suo becco che ha una parte inferiore corta e appuntita con cui crea fori nel legno e una parte superiore molto allungata e ricurva, che usa per estrarre le prede dall'interno del tronco. Mirabile animale a fortissimo rischio di estinzione...ne rimangono solo 1200 esemplari.

e adesso un video..CHE NON POTETE PERDERVI!

The Akiapol'au Song


EXTINTION IS FOREVER

Ed ora una triste storia di estinzione, avvenuta nel 1907, in Nuova Zelanda…
riguarda l’Huia, Heteralocha acutirostris , unico uccello al mondo con un dimorfismo sessuale così spinto che la femmina e il maschio presentavano un becco diversissimo per forma e funzione.



Ma vediamo meglio...l’Huia era un uccello di grosse dimensioni, circa 50 cm, con un grosso bargiglio di color arancio acceso alla base del becco color avorio. Presentava, ahimè, una grossa banda bianca posta al termine delle lunghe penne caudali nere.
La peculiarità maggiore era però legata al becco, di forma così diversa nel maschio e nella femmina, da essere classificati in un primo tempo come 2 specie distinte. Maschio e femmina cacciavano insieme, perché il maschio con il suo becco corto e forte praticava fori entro le cortecce degli alberi, poi la femmina con il becco molto lungo e ricurvo estraeva larve ed insetti, anche in profondità. Entrambi ovviamente occupavano la nicchia vuota del picchio. Adesso, per rallegrare un po’ il lettore, vorrei dire... cosa succedeva in giornate di dissapori tra i due?...dieta forzata, e non voglio pensare ad una separazione consensuale...morte sicura!
Ed ora so già che state pensando alla solita causa di estinzione, distruzione dell’habitat....e invece no...
è stata la moda a portare l’Huia all’estinzione!



Già i capi Maori si adornavano il capo con le lunghe piume caudali degli animali uccidendoli in buon numero, poi tutto precipitò quando il principe di York, che più tardi sarebbe diventato re Giorgio V d’Inghilterra, venne in visita in Nuova Zelanda. Uno dei capi Maori porse al principe una piuma di Huia, simbolo di autorità e potere e questi la infilò nella fascia del suo cappello. Da quel momento divenne fashion per tutti gli uomini avere un cappello con la piuma di Huia! Le piume vendute a peso d’oro divennero ricercatissime e i Maori si lanciarono alla caccia dei poveri animali; sembra riuscissero ad ucciderne 650 al mese. Ovviamente l’Huia si estinse.
Devo segnalare un altro triste caso...assieme all’Huia si estinse anche il pidocchio che viveva unicamente tra le sue piume: Rallicola extinctus...il nome venne attribuito allo sventurato da un curatore del London NHM, quando lo trovò tra le piume di un esemplare di Huia giunto al Museo.



UN MOSTRO DEGNO DI UNA SAGA STELLARE








Quale tra le 3 “bellezze” di queste immagini non è nato dalla fervida fantasia di George Lucas ?
E’ l’aye - aye, o per dirla in termini scientifici, la Daubentonia madagascariensis. Ha il muso di un topo, le orecchie di pipistrello, la coda da volpe e i grandi occhi gialli da spiritello; neanche i creatori dei mostri della saga di Guerre Stellari avrebbero saputo fare di meglio!
E’ un lemure di piccole dimensioni, con un peso di circa 3 Kg, ha abitudini notturne ed è particolarmente attivo nelle ore avanzate della notte e quando c’è la luna. E’ in via di estinzione, ne rimangono infatti solo pochi esemplari nella riserva dell’isola di Nosy - Mongabe. Ha una dieta onnivora, si nutre infatti di bambù, larve di insetti e frutti di cocco. Usa il lungo dito scheletrico, oltre che per estrarre le larve dai tronchi, anche per intingere acqua e bere.. Come fa? Tuffa rapidamente il terzo dito nell'acqua e se lo porta alle labbra, succhiando le gocce che ne colano. Ripete questo gesto da 40 a 50 volte il minuto. Conduce vita esclusivamente arboricola nelle foreste pluviali con sottobosco di bambù; emette un richiamo che è uno stridio acuto.
Il nostro ha inoltre un grosso problema...gli indigeni non lo amano, anzi ne hanno una paura folle!
Questi primati, infatti, sono considerati: portatori di sventura, malattie, disastri o morte.
Essere indicati da un aye - aye, infatti, vuol dire essere condannati a morte, mentre secondo gli indigeni Sakalava l'aye - aye è addirittura l'esecutore delle sentenze del diavolo: si siede sul petto del predestinato e gli buca il cuore nel sonno col dito medio.

Certo insomma.... esce di notte, solo a tarda notte, lancia urli agghiaccianti ed è brutto! solo i disegnatori del cartoon Madagascar sono stati in grado di bypassare tutto, usandolo per il personaggio di Maurice, maggiordomo del folle Re Julian!

venerdì 28 gennaio 2011

Le invenzioni di Erasmus Darwin....

La Macchina Parlante




I talenti inventivi di Darwin erano molto adatti alla creazione di una macchina parlante. Per questo egli necessitava sia di una teoria sulla fonetica che di un meccanismo per produrre i suoni richiesti.
La teoria nella sua forma matura fu pubblicata trenta anni dopo in “Analisi dei suoni Articolati”, stampata come nota nel “Tempio della natura”.
Darwin divide i suoni componenti le parole in quattro classi, (1) suoni continui, vocali; (2) suoni sibilanti; (3) semi vocali, un misto di (1) e (2); e (4) suoni interrotti, o consonanti.
Egli analizza le vibrazioni dell’aria che generano ognuno. Le vocali, per esempio:

Sono prodotte da flussi di aria passanti da polmoni durante la respirazione attraverso la laringe; [essa] è fornita di molti piccoli muscoli, che attraverso la loro azione danno appropriata tensione all’estremità di questo tubo; e i suoni, suppongo, sono prodotti dall’aprirsi e chiudersi della sua apertura; qualcosa di simile ai registri a tromba degli organi, come può essere osservato soffiando attraverso la trachea di un’anatra morta……

E similmente per sibilanti, semi-vocali e consonanti, con moltissimi dettagli. Egli quindi descrive esattamente la formazione di ciascun suono:

P. Se le labbra sono chiuse strettamente a un po’ d’aria è compressa nella bocca dietro di esse, all’apertura delle labbra la consonante muta P inizia una sillaba……

E in modo simile per ogni altro suono. Egli trova la maggiore difficoltà, dice, con le vocali, specialmente nel decidere dove esattamente nella bocca esse sono modulate.
Guidato da una versione precedente di questa teoria, egli comincia a costruire la sua macchina parlante, che descrive in questo modo:

Ho escogitato una bocca di legno con labbra di soffice cuoio, e con una valvola sulla sua parte posteriore che funge da narici, entrambe le quali possono essere aperte velocemente o chiuse con la pressione delle dita; la vocalità era fornita da un nastro di seta della lunghezza di circa un pollice (2,54 cm) e larga ¼ di pollice (circa 0,64 cm) stirata tra due pezzetti di vetro lisciato leggermente incavato; così che quando una gentile corrente d’aria generata da un soffietto era soffiata sul bordo del nastro, esso dava un tono gradevole, mentre vibrava tra i lati di legno, molto simile a una voce umana. Questa testa pronunciava “p”, “b”, “m”, e la vocale “a”, con tale accuratezza da ingannare chi la sentiva senza vederla, quando pronunciava le parole “mama”, “papa”, “map”, e “pam”; e aveva un tono altamente flebile, quando le labbra venivano gradualmente chiuse.

La macchina non fu mai completata perché “altre mie occupazioni me l’hanno impedito”, ma probabilmente “non avrebbe richiesto più di tredici movimenti”. Egli credeva che sarebbe potuto essere collegata a un pianoforte per eseguire una canzone con accompagnamento. Egli credeva anche con troppo ottimismo probabilmente, che “se costruita in dimensioni gigantesche”, la macchina “avrebbe potuto parlare così forte da comandare un’armata o dare istruzioni a una folla!
“.
Anche la versione incompleta della macchina parlante creò sensazione ovunque essa parlasse. Non c’era stato mai niente di simile prima, anche se Vaucanson costruì nel 1736 una macchina in grado di eseguire armonie musicali. Gli amici Lunari di Darwin furono grandemente impressionati: dopo questo “tour de force” la sua reputazione come inventore era assicurata. Sfortunatamente né la macchina parlante né alcun di disegno della stessa è sopravvissuto.

La Macchina Volante




Una lungimirante invenzione del 1777 è l’affascinante “uccello artificiale” o “anatra artificiale”, con ali che battevano mosse da una molla da orologio. Darwin la descrive in questo modo:

Fate in maniera che una molla da orologio sia fissata da un lato a un’intelaiatura e dall’altro avvolta intorno ad un asse; a ciascuna estremità dell’asse ponete un ingranaggio con denti con tale forma e modo che essi possano muovere un’ala, come l’ala di un pipistrello, oppure come il ventaglio di una dama, un dente spingendolo verso il basso, un altro dente spostandola verso il corpo, un altro ancora portandola verso l’alto, e un quarto allontanandola di nuovo dal corpo. N.B. Un bordo dell’ala deve essere fissato il corpo e l’altro a una specie di bastoncino da ventaglio fatto con un aculeo di porcospino. La coda di piume allargata e giacente obliquamente rispetto all’azione delle ali, o meglio obliquamente alla sua traiettoria nell’aria.

Nella vista principale come disegnata, l’aculeo di porcospino è sostituito da un sottile filo d’acciaio.
Il progetto di Darwin è stato accuratamente analizzato da Clive Hart, che seguì l’azione di tacche e denti in dettaglio. Hart dimostrò che Darwin aveva cambiato idea e migliorato i movimenti ciclici dell’ala.

Prima che il volo inizi, l’ala giace piegata all’indietro, accostata al corpo. Il ciclo è quindi il seguente: (1) allontanamento dal corpo, il bordo d’entrata che si muove radialmente in avanti con perno sul punto x, come un ventaglio che si apre; (2) verso il basso, mentre è completamente distesa; (3) all’indietro e verso il corpo per deviare il vento; (4) verso l’alto, chiusa.

Hart chiama questa sequenza “veramente originale”: “nessuno prima di lui, per quanto ne sappia, ha mai suggerito nulla di simile sia in merito da ali artificiali che come spiegazione del volo degli uccelli”. Darwin “è molto più vicino alla verità sul volo degli uccelli” di ognuno dei suoi numerosi predecessori.
Poche pagine dopo, nel “Commonplace Book” Darwin perfeziona il suo meccanismo di azionamento a molla da orologio. Inizialmente suggerisce un riavvolgitore in volo azionato da un motore a polvere da sparo (un anello a ciambella di nove piccole cariche innescate da una miccia a lenta combustione). La sua seconda idea è più affascinante: “Ma il modo più semplice, e migliore, sarebbe quello di riempire d’aria compressa una sfera di rame”. Egli mostra la sfera con un lungo tubo attaccato, in quel tubo scorre un pistone collegato a un filo rigido collegato alla molla da orologio. Quando la molla si svolge, il cavo attiva una valvola che permette l’emissione di un impulso di aria compressa per riavvolgere la molla. La sorgente di potenza è assolutamente praticabile, tanto è vero che è stata utilizzata per azionare le superfici di controllo di molti missili guidati moderni.
Successivamente sviluppò metodi per superare due dei tre principali ostacoli al volo artificiale, precisamente la generazione di spinta verso l’alto e spinta in avanti, e la possibilità di fornire potenza adeguata allo scopo. Egli non risolse il terzo ostacolo, il problema della stabilità aerodinamica. Come conclude Hart, naturalmente, l’uccello di Darwin è “il primo, dopo duemila anni di speculazioni, che abbia descritto, anche se sommariamente, il necessario per un motore e le modalità del ciclo di volo delle ali. Per questo merita un posto speciale nella storia dell’aviazione”.

lunedì 24 gennaio 2011

Carnevale della Biodiversità


Cari lettori,

PARTECIPERO' AL CARNEVALE DELLA BIODIVERSITA'

Ecco il Bando:

la prossima edizione del carnevale della biodiversità è programmata per il:

12 Febbraio 2011.

La data, come ben sapete, non è casuale: è la ricorrenza del 202° compleanno di Charles Darwin, e ci piace l’idea di poterlo celebrare con voi tutti. Il tema portante di questa edizione sarà:

Biodiversità e adattamenti: La lotta costante per il cibo e lo spazio
tema intorno a cui ruoteranno tutti i post che i vari blogger svilupperanno in base al loro stile e inclinazioni personali.

Questa seconda edizione del carnevale sarà ospitata dal blog Leucophaea, al cui autore, Marco Ferrari, andranno indirizzati i post per consentirgli la stesura della review.
In questa edizione la biodiversità sarà arricchita dalla partecipazione di ulteriori blogger che desiderano partecipare insieme con noi al Carnevale, per cui, signori blogger, siete sicuramente in tempo a candidarvi.

Al momento i blog partecipanti sono i seguenti:

Biosproject: Earth
Continuo proceso de cambio
Divagatori scientifici
Erba volant
Evolve or die
Gravità zero
Il pollice del panda
Leucophaea
L’orologiaio miope
Paperfish fish biology in progress
Mahengechromis Divagazioni di un ciclidofilo
Theropoda

Non ci resta che aspettare con ansia di leggere i contributi che arricchiranno questa seconda edizione e augurare a tutti gli autori buon lavoro.

Il gruppo coordinatore

domenica 31 ottobre 2010

Tardigrades Mania

Se siete arrivati qui da Pikaia dopo aver letto l'intervista da me fatta al Dott. Guidetti...vi immagino ansiosi di vedere le sue immagini...eccole..

la casa a forma di tardigrado



tardigradi scolpiti



nei fumetti



in poesia



da parte mia aggiungo:

tardigrades for all seasons









ad ogni modo il mio preferito in assoluto è la versione plush di Hypsibius dujardini



e se lo volete in versione Singing in the rain

http://www.giantmicrobes.com/us/products/waterbear.html



HAVE MUCH FUN !!!!!

lunedì 21 giugno 2010

Che linguaccia!




Very Important: se siete arrivati qui sul mio Blog, dopo aver letto l'articolo che ho scritto per Pikaia...sappiate che questo è un prequel ...
Se invece siete lettori assidui del Blog sappiate che il sequel si trova nell'articolo di Pikaia.

Ma tornando al tema del post...mentre svolgevo ricerche per l'articolo citato ho scoperto che un pipistrello impollinatore: Anoura fistulata , che vive nella Foresta Nebular dell'Ecuador, detiene il Guinness della lingua più lunga tra i Mammiferi..con buonapace di Gene Simmons bassista e cantante, membro e fondatore del gruppo rock dei KISS.







Il piccolo pipistrello possiede una lingua che è il 150% del suo corpo, è quindi la più lunga tra i Mammiferi ed è seconda solo al camaleonte nei Vertebrati!
La domanda che si pone subito è: ma dove tiene questa linguaccia il nostro record-bat, quando non sta mangiando?




La lingua attraversa il collo ed entra nella cavità toracica; questa parte è circondata da un tubo a pareti sottili che segue la parte ventrale della trachea e termina tra il cuore e la base della trachea stessa.

E qui Nathan Muchhala, lo scopritore, ricordandosi del grande Darwin ( si veda il Caso Angraecum sesquipedale e Xanthopan morganii praedicta )

profetizza che: se esiste un impollinatore con questa lingua lunghissima, deve ovviamente esistere un fiore con una corolla di lunghezza identica!

E lo trova è : Centropogon nigricans , con una corolla lunga 9 cm e non solo ...il nostro pipistrello è il solo ad impollinare di C. nigricans.

e questo significa che tra i due ...Anoura fistulata e Centropogon nigricans è coevoluzione...The Red Queen Effect e tutto quello che ne consegue!!!

venerdì 5 marzo 2010

For my students only!




Cominciamo con l'Uccello lira Menura novaehollandiae
che imita canti e rumori



Video




Moonwalking Michael Jackson Bird: Red Capped Manikin
Pipra mentalis
dances like Michael Jackson to attract females.
Video:

Quel mattacchione del manachino coda sottile Pipra filicaudis
Video

Bird of Paradise dancing!
Nel filmato troverete L'Uccello del paradiso Superbo Lophorina superba
che forma un curioso smile e

l'Uccello del Paradiso dalle sei piume Parotia sefilata , che danza fomando un gonnellino!

video


Umbrella Bird Cephalopterus glabricollis




e il video promesso:

venerdì 26 febbraio 2010

Man Eating Plant

Rieccomi con la seconda parte riguardante le piante carnivore!...come primissima cosa devo dire che il mio mini quiz è stato risolto dopo poche ore....(non era dunque così difficile), quindi si trattava della pianta aliena Audrey II del film " Little Shop of Horrors".

Allora qui parleremo di vere e proprie piante killer....la prima pianta carnivora arrivò a Londra nel 1768, proveniente dal Nord America, ed in particolare dal North Carolina. La nuova pianta venne classificata da John Ellis e Daniel Solander (uno degli Apostoli di Linneo, che aveva partecipato alla spedizione del Capitano Cook nei mari australi, con il grande botanico Sir Joseph Banks).Il nome assegnato fu Dionea muscipula, nome comune tippitiwitchet, nome sulla cui etimologia vorrei glissare elegantemente! Linneo la definì "miraculum naturae"!

La scoperta di piante carnivore impressionò molto la società inglese e vennero scritti romanzi in cui si descrivevano enormi piante mangia-uomini.
Uno di questi romanzi descriveva le avventure dell'esploratore tedesco Carl Liche, che visitando il Madagascar aveva visto un'enorme pianta, che con i suoi tentacoli verdi, orribili e oscillanti ghermiva una fanciulla la strangolava e....la mangiava!
In un' altro romanzo "Sea and Land" Buel descriveva il suo incontro in una zona del centro America con una terribile pianta carnivora, chiamata dagli indigeni "Ya-te-veo" che trafiggeva la vittima con i suoi enormi aculei e la stringeva sino a dissanguarla...in pratica la versione vegetale dello stumento di tortura noto col nome di "Vergine di Norimberga".







Nel Novecento poi le piante assassine diventano protagoniste, di film e romanzi di fantascienza, come il già citato " Little Shop of Horrors" con Rick Moranis, Ellen Greene, Steve Martin, Bill Murray e James Belushi.
e molti altri....



Tutto andava bene anche i pomodori, in questo caso dopo quanto ho detto sulle Solanacee, una pellicola quasi profetica!





In tempi più recenti ricordiamo Tentacula, la pianta carnivora di Harry Potter..
e che dire dei mitici Pokèmon...ricordiamo personaggi come Bellsprout, Weepinbell e Victreebell, che è una vera e propria Nepenthes....







Ma torniamo alla realtà. Nel 2007 venne scoperta una nuova specie di Nepenthes di grandi dimensioni,che venne dedicata dagli scopritori al grandissimo documentarista inglese Sir David Attenborough....la tenera piantina si chiama infatti Nepenthes attenboroughii.Venne presentata come una pianta-mangia-topi....in realtà questa specie può effettivamente mangiare un roditore solo se si butta un ratto morto nel suo ascidio!



quindi guardate con il dovuto scetticismo questo filmato:

http://www.youtube.com/watch?v=aqSNrf8O6JM&feature=related

Caso ben diverso è quello della Nepenthes rajah, il cui ascidio raggiunge la lunghezza di 35 cm e la larghezza di 20cm. Questi ascidi contengono 3,5 litri d'acqua e 2,5 litri di enzimi digestivi; si sa per certo che la pianta può catturare piccoli mammiferi.





Esistono anche piante che catturano, con le loro spine ricurve, e uccidono uccelli,in grande numero, nutrendosi poi dei loro resti in decomposizione; una di queste piante è la gigantesca Puya raimondii, specie andina appartenente alla famiglia delle Bromeliacee.



Bene chiudo qui sicura che da qui in avanti guarderete in modo diverso patate e petunie! vi lascio con questo inquietante filmato...


http://www.arkive.org/pitcher-plant/nepenthes-rajah/video-00.html