mercoledì 6 luglio 2011

Tycho Brahe: una vita...da protagonista!





Genio e sregolatezza, passione e follia, audacia e superbia: sono questi i termini più adatti e significativi per descrivere e raccontare la biografia di uno personaggi più importanti e affascinanti di tutta la storia dell’astronomia: Tycho Brahe.

Nato il 14 dicembre del 1546 in Danimarca, nel Castello di Knutstorp, Tycho era figlio di Otto Brahe e Beate Bille, due importanti membri della nobiltà danese. Purtroppo però, la sventura bussò prestissimo alla sua porta: alla tenera età di 2 anni, egli venne rapito dallo zio paterno, Jorgen Brahe, in quanto quest’ultimo non aveva figli.
Ed ecco che immediatamente, dopo questa shocking news, i nostri pensieri vanno, oltre che al povero Tycho in fasce, anche ai genitori, disperati e in lacrime per il tragico avvenimento… O forse no?
La risposta è, tragicamente, no! I genitori di Tycho non fecero assolutamente nulla per riaverlo con sé, e dunque il giovane ragazzo studiò astronomia a Copenaghen, Wittenberg e Basilea, aiutato economicamente dallo zio-rapitore. Anche questo è uno dei misteri dell’astronomia!

Già da ragazzo, comunque, e nonostante le sue travagliate vicende biografiche, egli dimostrò uno spiccato senso d’osservazione, e capì ben presto che il progresso nella scienza astronomica poteva essere ottenuto solo con un’osservazione rigorosa e sistematica, attraverso l’uso di strumenti accurati e precisi.

Fondamentale nella fantastica biografia del nostro Tycho, però, è anche il suo naso. Già, avete capito bene: il naso! Quando era ancora studente, infatti, egli ebbe una discussione con un certo Manderup Parsbjerg durante un ballo a casa di un suo professore universitario, e nel duello al buio che ne seguì, egli perse parte del setto nasale. Per tutto il resto della sua vita Tycho fu dunque costretto a portare una protesi d’oro rosso, anche se recenti studi sui resti del suo corpo indicherebbero che il materiale della protesi in realtà fosse rame. L’ipotesi più plausibile è che il povero Tycho indossasse una protesi d’oro rosso (molto pesante) durante i ricevimenti mondani mentre invece indossasse una protesi di rame nella vita di tutti i giorni.

Nel novembre del 1572 Tycho osservò una nuova stella molto luminosa nel cielo, improvvisamente apparsa nella costellazione di Cassiopea. Poiché fin dall’antichità si riteneva che il mondo delle stelle fisse fosse immutabile ed eterno, questa scoperta fu un’importante conferma e un grande appoggio per la confutazione dell’immutabilità delle sfere celesti. Tycho pubblicò nel 1573 un piccolo libro, De Stella Nova, nel quale egli descriveva una “nuova stella”, che oggi noi sappiamo essere una supernova. Brahe credeva in un modello ibrido geo-eliocentrico, detto poi tyconico, secondo il quale tutti i pianeti ruotavano attorno al sole, e questo sistema poi ruotava attorno alla Terra immobile e al centro dell’Universo.

L’intelligenza e l’abilità di Tycho non passarono di certo inosservate e Federico II, re di Danimarca, per timore di perderlo gli donò l’isola di Hveen e si impegnò a costruirgli un osservatorio a spese dello stato. Nacque così un maestoso edificio chiamato Uranjborg (castello del cielo), nel quale egli compì numerose ed importanti osservazioni. Il castello infatti possedeva torri di osservazione con tetti mobili, una biblioteca, un laboratorio di alchimia e altri locali di lavoro.

Purtroppo però, conosciamo bene il titanico carattere del nostro caro Tycho, e non ci deve sorprendere il fatto che, esaltato e megalomane, egli iniziò ben presto a tiranneggiare i poveri abitanti dell’isola. Si circondò persino di una buffissima “corte”, composta da un “nano-buffone” che pranzava sotto la tavola e da un alce come “animaletto domestico”, che Tycho portava a tutte le feste e che morì cadendo dalle scale dopo una serata particolarmente alcolica a base di birra. Prosit!

Brahe si trasferì a Praga nel 1598 a causa di disaccordi insanabili con il nuovo re di Danimarca Cristiano IV. A Praga l’imperatore Rodolfo II d’Asburgo gli consentì di costruire un nuovo osservatorio nel quale Tycho compì osservazioni con un’accuratezza impareggiabile per i suoi tempi. Nel 1599 Tycho invitò a Praga Keplero per assisterlo nelle sue ricerche.

Al termine di una vita così tormentata e ricca di esperienze di tutti i tipi, la morte di Tycho non poteva che essere un fitto e intricato “cold case”, degno delle più importanti indagini stile telefilm americano!

Tycho spirò a Praga il 24 ottobre 1601, e la tradizione narra che egli morì a causa della lacerazione totale della vescica avvenuta durante un banchetto, in quanto abbandonare la tavola prima della conclusione del pranzo era considerato l’apice della maleducazione e della scortesia.

Tuttavia, è necessario vederci chiaro, perché non tutto è ciò che sembra: recenti investigazioni fanno supporre che Brahe morì avvelenato involontariamente da mercurio, che egli utilizzava per i suoi studi di alchimia; il tutto appare però poco plausibile, dato che Tycho ben conosceva la pericolosità del mercurio.

Una nuova ipotesi afferma che egli fu assassinato da un sicario del Re Cristiano IV. Ma a questo punto sorge spontanea una domanda ...che “c’azzecca” Cristiano con Tycho? Pare che l’irruente giovine fosse venuto a conoscenza del fatto che Tycho fosse il suo vero padre...lui in questo caso sarebbe stato frutto di una “scappatella” tra la regina e il nostro astronomo! Per cui... vendetta tremenda vendetta (Amleto docet) ....da qui l’origine della frase “ c’è del marcio in Danimarca” ?



Dal 15 al 21 novembre 2010, la salma di Tycho è stata riesumata a Praga per ulteriori analisi e approfondimenti: riusciranno gli scienziati guidati dall’archeologo danese Jens Vellev, dell’Università di Aarhus, a scogliere il mistero?
La risposta è prevista prima della fine di quest’anno! Quindi armiamoci di pazienza!
Ed eco un'immagine del tipo..CSI Prague



Per chi ama il genere horror ....altre
foto delle spoglie di Tycho
:

Vi lascio con un consiglio di lettura:

L'uomo dal naso d'oro. Tycho Brahe e Giovanni Keplero: la strana coppia che rivoluzionò la scienza di Kitty Ferguson

2 commenti:

  1. che bel sito! però a me avevano detto che la protesi era d'argento..:)

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  2. Grazie per i complimenti al mio Blog!...no la protesi era di rame.

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